Strategie per insegnanti
Disturbo da deficit attentivo ed iperattività: strategie per gli insegnanti con esempi
I bambini con ADHD sono spesso restii ad impegnarsi in compiti che non comportano una gratificazione immediata, e per questo motivo può essere utile strutturare delle attività motorie che prevedano una ricompensa non eccessivamente dilazionata nel tempo, possibilmente erogata secondo le caratteristiche del bambino. Esempi di ricompense possono essere dei rituali per festeggiare i punti acquisiti, come un elogio aperto e dichiarato o un gesto di approvazione, oppure delle attività piacevoli proposte in concomitanza del raggiungimento di un successo o di un obiettivo.
Allo stesso modo, può essere utile intervallare attività ripetitive con momenti divertenti e motivanti: ad esempio, durante lo svolgimento di un circuito/percorso, ad ogni giro ci si raduna con tutto il gruppo classe o squadra e si canta un coro accompagnandolo con dei gesti, per celebrare il completamento di un giro e darsi la carica per lo svolgimento del successivo.
Altra strategia utile per sostenere la partecipazione all’attività motoria di un bambino con ADHD, consiste nel suddividere i compiti motori in parti o fasi da svolgere in sequenza: ad esempio, nello svolgimento di un percorso motorio, è utile fornire al bambino le istruzioni non solo globalmente, prima dell’inizio dell’attività, ma anche step by step quando compirà le differenti azioni in sequenza. Ciò significa che il bambino compirà tutta l'azione, ma gli verranno fornite le istruzioni per il superamento di ogni ostacolo, non solo globalmente prima dell’inizio dell’attività nel suo complesso, ma anche appena prima di superarlo. Ovviamente, nell’utilizzo di tale strategia, occorre regolare il numero delle istruzioni che vengono fornite contemporaneamente al bambino, in modo da incontrare il suo livello di comprensione e di memoria a breve termine.
Un altro ostacolo che si può incontrare nel favorire la partecipazione all’attività motoria da parte di un bambino con ADHD, è la presenza di un livello basso o ridotto di motivazione nell’approccio al compito, motivo per cui risulta fondamentale svolgere, preventivamente, un’analisi degli interessi del singolo alunno e del gruppo classe, indagando quali sport già praticano, quali attività e quali giochi di movimento prediligono. Se infatti vengono proposti contenuti che incontrano l’interesse della maggior parte della classe, è probabile che l’alto livello di motivazione generale coinvolga tutti i bambini e faciliti una buona partecipazione collettiva.
Fondamentale è inoltre strutturare l'attività in modo che la motivazione emerga dagli aspetti sociali dell'attività motoria (ad esempio scegliere il nome e il simbolo della squadra, esultare per un risultato, fare e ricevere complimenti).
Un’altra caratteristica tipica dei bambini con ADHD è un deficit nelle funzioni esecutive, in particolare nella capacità di pianificazione: per tale ragione è fondamentale organizzazione e curare il setting favorendo l'identificazione degli stimoli salienti (ad esempio scotch colorati, frecce, istruzioni chiare e identificabili in modo continuativo), e offrire strategie di gestione del tempo (ad esempio timer, segni sugli orologi, sia per l'intera lezione che per le singole attività).
Un’altra funzione esecutiva carente nei bambini con ADHD è il controllo inibitorio, e dunque risulta fondamentale stabilire una corrispondenza univoca tra lo stimolo offerto e la risposta che il bambino deve fornire, così da garantire che l'alunno sappia come reagire ad un determinato stimolo che è parte dell'attività (ad esempio, attribuire un colore alla porta dove l'alunno deve segnare così che sia inibito a tirare nella propria porta).
Per quanto riguarda poi le difficoltà di attesa turno e azione, può essere utile fornire istruzioni che facilitino l'emissione del comportamento desiderato al momento giusto (ad esempio far si che l'insegnante o il gruppo classe dia il via all'alunno che deve partire o all'azione da compiere). In merito all'inibizione dei comportamenti disfunzionali, occorre definire in modo chiaro le regole e ribadirle, anche esplicitando le conseguenze della loro violazione e offrendo strategie utili al loro rispetto (ad esempio ricordare di riportare tutti i conflitti all'insegnante, fornire feedback positivi sul rispetto delle regole, ribadire le regole in caso di comportamenti disfunzionali).
L’iperfocus può essere definito come uno stato di concentrazione così intensa da annullare l’attenzione per tutto ciò che non riguarda lo stimolo verso cui l’attenzione è diretta, ed è una condizione frequente nei bambini con ADHD, per tale ragione risulta fondamentale assicurarsi di avere l’attenzione del bambino, richiedendo il contatto di sguardo, riducendo la quantità di stimoli distraenti e strutturando l’ambiente.
Tra gli aspetti emotivo-relazionali, correlati alla diagnosi di ADHD, che possono costituire una barriera alla partecipazione all’attività motoria, vi sono bassa autostima e difficoltà nel costruire relazioni interpersonali soddisfacenti. Per tale ragione è fondamentale riconoscere e valorizzare maggiormente i successi rispetto agli insuccessi, fornire feedback di performance e risultato ad accezione positiva, stimolare la verbalizzazione degli stati emotivi vissuti nell'attività motoria e valorizzare i ruoli di tutti i partecipanti all'attività. Può essere inoltre utile ridurre al minimo le attività competitive.
Altra barriera che si può incontrare nel sostenere la partecipazione all’attività motoria di un bambino con ADHD è la sovraeccitabilità, per gestire la quale è importante strutturare il setting e ridurre la quantità di stimoli, in particolare quelli di natura sensoriale. Allo stesso modo, può essere utile includere attività di rilassamento e mindfulness finalizzate ad abbassare il livello di attivazione e a promuovere l'autoregolazione, iniziando con sessioni di breve durata, senza attività immaginative, ma basate sulla regolazione corporea e del respiro. Fondamentale è inoltre regolare le durate iniziali delle sessioni di rilassamento in base alla disponibilità del bambino e progressivamente aumentare le tempistiche delle stesse.
Infine, per quanto riguarda l’impaccio motorio frequentemente osservato negli alunni con ADHD, è fondamentale tenerne conto nell’assegnazione dei ruoli nei giochi motori, facendo svolgere ad un ragazzo con ADHD un ruolo per lui praticabile nonostante la presenza dell’impaccio. Allo stesso modo, risulta importante proporre i compiti motori in ordine crescente di difficoltà e complessità, partendo da quelli più semplici e proseguendo via via con quelli più complessi dal punto di vista motorio-prassico, in modo tale che ciascun compito precedente funga da prerequisito per quello successivo.