Disturbi del movimento: strategie per gli insegnanti con esempi

Nel video “Disturbi del movimento - Barriere all’educazione motoria” sono stati descritti i fattori e le caratteristiche legate a questa diagnosi che possono interferire con la partecipazione del bambino all’attività motoria a scuola.

Nel presente documento verranno proposte alcune strategie che l’insegnante di Educazione Motoria può utilizzare con questi bambini, riportando alcuni esempi al fine di chiarire le modalità di applicazione delle stesse.

 

I docenti devono trasmettere agli allievi tutto il loro bagaglio di conoscenze tecniche, didattiche e sportive in modo stimolante e pedagogicamente corretto tenendo conto sia degli allievi predisposti e motivati, sia di quelli impacciati e poco interessati al movimento.

Qui di seguito alcuni esempi di regole da considerare, di carattere generale:

• Considerare le difficoltà psico-motorie per programmare le attività

• Considerare eventuali sensibilità per anticipare gli interventi

• Identificare disagi culturali, scarsa motivazione, deboli competenze socio-linguistiche

Qui di seguito, invece, alcuni esempi di regole per i bambini da considerare:

• Tutti devono partecipare

• Le difficoltà vanno condivise

• Preferire un linguaggio gentile

• Evitare le parole ostili

 

Cosa fare in presenza di un bambino con disabilità motoria?

1. Aiutare nello sviluppare la capacità di equilibrio in ogni sua forma, sia staticamente sia in movimento, per insegnare a recuperare la base d’appoggio in svariate situazioni e gestire le eventuali cadute.

2. Stimolare la forza, se carente, ma evitare le sollecitazioni del riflesso da stiramento, ovvero evitare

movimenti troppo bruschi o veloci che potrebbero aumentare il tono muscolare.

3. Insegnare modalità di rilassamento e di allungamento muscolare.

4. Stimolare le autonomie personali, ma soprattutto riprendere tutti gli schemi motori di base e combinarli nella pratica di attività motorie e sportive dove il bambino trovi divertimento e gratificazione.

La necessità di dare tempo per gli apprendimenti si sposa perfettamente con ambienti dove ci sia divertimento e motivazione: in generale i minisport, dove l’aspetto agonistico è più sfumato, garantiscono un’attenzione maggiore verso il processo di apprendimento individuale e di inclusione del gruppo, rappresentando un ambiente stimolante che può essere cambiato, integrato e sostenuto da attività anche individuali.

 

Cosa fare prima della lezione di educazione motoria?

La lezione di educazione motoria è un momento molto importante della vita scolastica di un bambino alla scuola primaria.  Svolgere educazione motoria alla scuola primaria è molto complesso e richiede una grande capacità di organizzazione perché, rispetto all’aula, la palestra è molto più ampia e piena di oggetti che attirano gli alunni. Prima di affrontare “l’avventura palestra” ecco alcune indicazioni:

• Conoscere bene gli alunni

• Approfondire con la famiglia le situazioni particolari

• Studiare bene le diverse situazioni ed essere pronto a coinvolgere la classe

• Analizzare tutti gli spazi ed eliminare eventuali barriere ambientali, quali gradini, pavimenti

scivolosi, ecc. che potrebbero ostacolare l’attività del bambino con disabilità.

• Conoscere gli attrezzi a disposizione

• Preparare la classe all’ingresso in palestra

• Fare un “giro turistico” di classe nell’ambiente spiegando tutti gli spazi dove si svolgerà la lezione

• Definire il luogo del cambio

• Scegliere il posto del ritrovo

 

Alcune azioni da compiere sono le seguenti:

• Spiegare bene le consegne

• Alternare consegne impegnative da un punto di vista organico a momenti defaticanti  

• Inserire piccoli momenti “competitivi” privilegiando i lavori di coppia o in team

• Osservare sempre il bambino ed essere pronti ad indirizzarlo in attività di supporto insegnante per farlo riposare

• Nel tempo istruire un compagno al fine di poter essere fonte di aiuto nel posizionare l’ortesi (se presente)

• Non aver paura nel proporre attività motorie, la parola d’ordine è OSSERVARE

• Utilizzare la musica durante alcuni esercizi per associare il senso del ritmo. La musica sarà in grado di favorire una serie di cambiamenti plastici legati al sistema motorio: la musica è un potente stimolo che trasmette informazioni visive, uditive e motorie favorendo processi e connessioni fra le varie reti neurali che potenziano la valenza riabilitativa.