Strategie per insegnanti
Ipovisione: strategie per gli insegnanti con esempi
Nel video “Disturbi della visione: caratteristiche, impatto sul motorio e barriere all'educazione motoria” sono stati descritti i fattori e le caratteristiche legate a questa diagnosi che possono interferire con la partecipazione del bambino all’attività motoria a scuola.
Nel presente documento verranno proposte alcune strategie che l’insegnante di Educazione Motoria può utilizzare con i bambini ipovedenti e non vedenti, riportando alcuni esempi al fine di chiarire le modalità di applicazione delle stesse.
In ogni caso è comunque fondamentale raccogliere fin dall’inizio le informazioni relative alla funzionalità visiva, in base alla quale modulare l’intervento.
È necessario applicare facilitazioni ambientali specifiche:
1) Sistemare un’adeguata illuminazione e eliminare superfici contrastanti; se possibile ridurre le distanze tra il bambino e lo stimolo (lavagna, canestro, cartelli, ecc.); utilizzare dei contrasti per facilitare il riconoscimento degli stimoli; ordinare l’ambiente (disposizione degli arredi in modo che non ostacolino accidentalmente il passaggio del bambino e non-dispersione degli stimoli per venire incontro ad un campo visivo limitato); utilizzare codici adeguati;
2) Prima dell’inizio delle lezioni, consentire al bambino l’esplorazione visiva, tattile e topologica degli ambienti e degli oggetti. Dedicare uno specifico momento in cui l’alunno col docente possa esplorare l’ambiente, rendendosi conto delle dimensioni e degli spazi;
3) Individuare nello spogliatoio un posto preciso per l’alunno e per i suoi materiali personali, evitando che cambino posizione;
4) Eliminare tutti i possibili ostacoli dall’ambiente (palloni, materassini, attrezzi a terra, finestre aperte…);
5) Utilizzare riferimenti tattili per oggetti, percorsi, posizioni, ecc. (compresi funi, simboli o etichette braille);
6) Controllare il rumore (il canale uditivo viene privilegiato e necessita pertanto di una riduzione delle interferenze).
Proporre l’uso di attrezzi facilitanti:
1) Utilizzare materiali di forme e texture differenti che aiutino la percezione da parte del bambino;
2) Utilizzare attrezzi che diano informazioni sonore (es: palle sonore) o riferimenti tattili che consentano di orientarsi sul terreno;
3) Adattare i materiali: palle che suonano, canestri e porte che segnalano con rumori la loro posizione e il raggiungimento dell’obbiettivo, usare colori contrastanti nei materiali da utilizzare;
4) Per gli stimoli visivi: utilizzare immagini ad alto contrasto (contrasto cromatico in ambienti illuminati o luce-ombra in ambienti bui), ingrandire gli stimoli, essenzializzare la grafica dei contenuti di apprendimento (immagini ben caratterizzate) e proporre stimoli non affollati;
5) In assenza o grave compromissione della visione, tradurre degli input visivi in un altro codice (audio, braille, ecc.).
Indicazioni e apprendimento del gesto motorio:
1) Fornire indicazioni prevedendo concetti di tipo spaziale comprensibili, come ad esempio “di fronte a…”, “a sinistra di” e così via, evitando indicazioni generiche (“vai lì”) e messaggi che passano tramite la comunicazione corporea (es: gli sguardi) non accessibile;
2) Utilizzare una fase di apprendimento teorico rinforzato prima di coinvolgere il bambino nell’attività vera e propria. Proseguire con gradualità, insegnando prima i singoli gesti motori (guidando ad esempio fisicamente il movimento del bambino) e poi la loro corretta sequenza;
3) Far uso della “modellazione tattile”: far percepire al bambino in maniera tattile l’azione motoria svolta da un compagno o dall’insegnante in modo che possa apprendere il movimento svolto “toccandolo” (ad esempio toccando la gamba dell’istruttore che compie il movimento per poter capire come lo svolge);
4) Utilizzare la guida fisica diretta completa o parziale (tapping) effettuata dall’insegnante o da un compagno (per esempio, l’insegnante può guidare fisicamente il bambino nella posizione corretta posizionando la parte del corpo interessata dall’azione motoria);
5) Dare più tempo per esercitare una abilità e, se necessario, modificare le regole per proporre un ruolo praticabile;
6) Fornire all’alunno un costante e frequente feedback sulla propria posizione e sulle condizioni ambientali;
7) Utilizzare pratiche didattiche basate sulla multisensorialità per il raggiungimento di obiettivi che fanno riferimento ai campi dell’esperienza (schema corporeo, concetti topologici, lateralità, sviluppo immaginativo-motorio);
8) Utilizzare strategie specifiche (ad esempio, per promuovere l’apprendimento della corsa, tendere una fune lungo la quale l’allievo possa correre e, in seguito, proporre la corsa libera col supporto di riferimenti sonori come il battito delle mani).