Focus su riforme recenti più rilevanti (DM 27 dic 2012; Legge 170 2010; legge 107 2015; Dlgs 66/2017 e 96/2019)
Documento integrativo – Normative inerenti l’inclusione scolastica
Costituzione Italiana - Articolo 3
La Carta Fondamentale del nostro Paese, nell'Articolo 3 (Senato), sancisce l'uguaglianza sociale tra i cittadini e l'uguaglianza di fronte alla legge, senza alcuna discriminazione basata su sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, nonché condizioni personali e sociali. La Costituzione stabilisce inoltre che la Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli di natura economica e sociale che, limitando la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono lo sviluppo completo della persona e la partecipazione effettiva di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
La Diversità come Fondamento dell'Uguaglianza
L'Obiettivo n° 4 dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (Unric) mira a "Fornire un'istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti". Tra i suoi traguardi da raggiungere entro il 2030 riporta:
· “Garantire ad ogni individuo (formalmente: “ragazza e ragazzo”) libertà, equità e qualità nel completamento dell’educazione primaria e secondaria che porti a risultati di apprendimento adeguati e concreti”;
· “Garantire che ogni individuo abbia uno sviluppo infantile di qualità, ed un accesso a cure ed istruzione prescolastiche così da essere pronti alla scuola primaria”;
· “Garantire ad ogni individuo un accesso equo ad un’istruzione tecnica, professionale e terziaria -anche universitaria- che sia economicamente vantaggiosa e di qualità”;
· “Eliminare le disparità di genere nell’istruzione e garantire un accesso equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale delle categorie protette, tra cui le persone con disabilità, le popolazioni indigene ed i bambini in situazioni di vulnerabilità”;
· “Garantire che tutti i giovani e gran parte degli adulti, sia uomini che donne, abbiano un livello di alfabetizzazione ed una capacità di calcolo”;
· “Costruire e potenziare le strutture dell’istruzione che siano sensibili ai bisogni dell’infanzia, alle disabilità e alla parità di genere e predisporre ambienti dedicati all’apprendimento che siano sicuri, non violenti e inclusivi per tutti”.
L'Accomodamento Ragionevole
La Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (Osservatorio disabilità), recepita tramite la Legge n°18 del 3 settembre 2009, nei suoi articoli 3, 14 e 24 ha introdotto il concetto di "accomodamento ragionevole". Questo principio è strettamente collegato alla relazione tra disabilità e discriminazione, sottolineando che lo svantaggio della persona con disabilità non deriva solo dalle sue condizioni di salute, ma anche dall'ambiente circostante. Viene inoltre esplicitato che non adottare azioni positive e soluzioni ragionevoli costituisce discriminazione fondata sulla disabilità. L'accomodamento ragionevole è definito come “le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali”. Le modifiche e gli adattamenti che possono essere rappresentare un accomodamento ragionevole comprendono quindi, in questo caso, tutte quelle azioni finalizzate alla qualità del progetto di inclusione scolastica dello studente con disabilità.
La Norma sull'Inclusione
Il Decreto Legislativo del 13 aprile 2017, n. 66 (Gazzetta Ufficiale) e successive modificazioni, attuativo della delega contenuta nella Legge n. 107/2015 (Gazzetta Ufficiale), si concentra sull'inclusione scolastica di alunni e studenti con disabilità certificata ai sensi della Legge n. 104/1992 che viene modificata in alcuni aspetti fondamentali. Tra le novità principali è importante segnalare:
· Rafforzamento della partecipazione e collaborazione delle famiglie e delle associazioni nei processi di inclusione scolastica (art.1, c.2);
· Definizione dei compiti di ciascun attore istituzionalmente coinvolto nei processi di inclusione (Stato, Regioni ed Enti locali) (art.3);
· Introduzione del modello bio-psico-sociale della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) nella stesura del nuovo profilo di funzionamento che avviene ad opera dell’ dall’Unità di Valutazione Multidisciplinare e con la partecipazione della famiglia (art.5, c.2b);
· Assegnazione, nell’ambito del processo di inclusione, di un ruolo centrale al Profilo di Funzionamento (art.5, c.4);
· Riordino e rafforzamento dei Gruppi di Lavoro per l'inclusione scolastica (Gruppo di Lavoro per l’Inclusione – GLI, Gruppo di Lavoro Operativo – GLO, Gruppo Inclusione Territoriale – GIT e Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale – GLIR) (art.9);
· Regolamentazione distinta del PEI (art.7) e del Progetto Individuale (art.6);
· Introduzione della misurazione della qualità dell’inclusione scolastica nei processi di valutazione delle scuole (art.4);
· Strutturazione di una formazione specifica per il personale docente, dirigente ed ATA (Capo VI, art.13) ed introduzione di un nuovo percorso di formazione iniziale per i docenti di sostegno nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria (Capo V, art.12).
I Bisogni Educativi Speciali
Definiti come: “Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta” (Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 - Miur). Si suddividono in tre categorie principali: Disabilità, Disturbi Evolutivi Specifici, e Svantaggi Socioeconomici, Linguistici e Culturali. La disabilità, regolata dalla Legge 104/92 (Gazzetta Ufficiale), prevede interventi individualizzati come il Piano Educativo Individualizzato (PEI). I Disturbi Evolutivi Specifici includono Disturbi Specifici dell'Apprendimento e ADHD, con l'obbligo di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) per gli alunni con DSA. Gli Svantaggi Socioeconomici, Linguistici e Culturali si riferiscono a situazioni di difficoltà legate a livello di istruzione, condizioni di residenza, appartenenza a minoranze culturali, e richiedono particolare attenzione educativa.
Nondimeno, la Nota MI 562 del 03/04/2019 (Usr - Istruzione Lombardia) riconosce la necessità di considerare alunni con alto potenziale intellettivo, attuando la prospettiva della personalizzazione degli insegnamenti. Infine, per gli alunni transgender, la Nota MI 5155 del 27/10/2017 (Usr Lazio) delinea il Piano Nazionale per l'Educazione al Rispetto, sottolineando che la varianza di genere non è una manifestazione sana della diversità umana, abolendo la richiesta di certificazioni mediche/psicologiche.
Il Profilo di Funzionamento e i documenti di progettazione per l'inclusione scolastica
Il Profilo di Funzionamento (art. 5, decreto legislativo n. 66/2017 - Gazzetta Ufficiale ) rappresenta un tassello fondamentale per l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Esso si configura come un documento propedeutico e necessario alla stesura del Progetto Individuale (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2006 - Gazzetta Ufficiale ) e del Piano Educativo Individualizzato (Decreto interministeriale n. 182/2020 e n. 153/2023 - Decreto interministeriale ).
Compilato secondo i principi dell'ICF da un'Unità di Valutazione Multidisciplinare, il Profilo di Funzionamento delinea le competenze professionali, le misure di sostegno e le risorse strutturali necessarie per l'inclusione scolastica dell'alunno. La sua stesura avviene in collaborazione con i genitori, l'alunno stesso, un rappresentante dell'amministrazione scolastica e, se opportuno, con altri specialisti.
Il documento si aggiorna al passaggio di ogni grado di istruzione e in presenza di nuove condizioni di funzionamento della persona. L'obiettivo ultimo del Profilo di Funzionamento è la realizzazione di un progetto realmente inclusivo e innovativo, basato sulla speciale normalità e sul pieno rispetto dei diritti dell'alunno con disabilità.
Oltre al Profilo di Funzionamento, altri documenti concorrono a delineare un percorso scolastico inclusivo e personalizzato per l'alunno con disabilità:
· Progetto Individuale: redatto dall'Ente locale d'intesa con la ASL, su richiesta e in collaborazione con i genitori, il Progetto Individuale comprende il Profilo di Funzionamento, il PEI, le prestazioni sanitarie e gli eventuali sussidi economici.
· Piano per l'Inclusione: predisposto dalla scuola all'interno del Piano dell'Offerta Formativa (D.M. 254/2012 - Miur), il Piano per l'Inclusione definisce le modalità di utilizzo delle risorse e le misure di sostegno e gli interventi per migliorare la qualità dell'inclusione scolastica (art. 1, comma 6, L. 107/2015 - Normattiva).
· PEI: elaborato dai docenti contitolari o dal consiglio di classe con la partecipazione di diverse figure professionali, il PEI individua strumenti, strategie e modalità per realizzare un ambiente di apprendimento inclusivo e personalizzato. Il documento è fondamentale per la quantificazione delle ore di sostegno e viene redatto all'inizio di ogni anno scolastico, con verifiche periodiche per accertare il raggiungimento degli obiettivi.
PDP: previsto per gli alunni con BES (Direttiva MIUR del 27 dicembre 2012 - Miur), il PDP si propone di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento e i criteri di valutazione degli apprendimenti. Il documento, sottoscritto da docenti e genitori, viene verificato almeno due volte l'anno e consegnato alla famiglia.