Cooperazione win-win per la valorizzazione dei beni confiscati
I processi di trasformazione dell’ambiente costruito, in particolare quelli che hanno per fine il “bene comune”, oggi si confrontano con apparati normativi collocati su ambiti e livelli molto diversi. L’articolato quadro normativo contrasta spesso con la possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati, per l’incapacità di interpretare e tradurre in pratica i contenuti di tali apparati e per la difficoltà di coordinare strumenti che nascono con prospettive e obiettivi differenti. La ricerca Co-WIN affronta questa criticità nell’ambito dei processi di riqualificazione e valorizzazione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata proponendo un modello innovativo di processo, che mette a sistema norme e ruoli degli attori coinvolti e amplifica l’impatto sociale di tali azioni.
La seguente lezione ripropone un contributo scientifico pubblicato su rivista TECHNE – Journal of Technology for Architecture and Environment, che mette in luce come l’attivazione di un “cantiere-scuola”, nello specifico contesto della riqualificazione di un bene pubblico confiscato alla criminalità organizzata, necessiti della messa a sistema di un quadro di differenti apparati normativi rispetto ai quali confrontarsi e della prefigurazione di benefici reciproci che gli stakeholder potranno conseguire dall’intervento, in una logica win-win.