Nel contesto dell’avanzamento tecnologico e della crescente autonomia degli agenti artificiali, si delinea una tensione irrisolta tra l’esigenza di garantire la tutela penale dei beni giuridici e la difficoltà di attribuire responsabilità a fronte di eventi lesivi causati da sistemi intelligenti. L’assenza di regole cautelari specifiche e l’impossibilità di un controllo umano assoluto pongono interrogativi sulla tenuta degli attuali schemi imputativi. In tale scenario, occorre esplorare percorsi interpretativi fondati sul principio di sorveglianza umana e sul graduale consolidarsi di standard di diligenza adeguati alle nuove tecnologie.