Approfondimento: La tecnologia al servizio dell'umano
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La tecnologia al servizio dell’umano
In questo primo modulo abbiamo avviato la discussione sulle tecnologie cibernetico-digitali e l’AI sottolineando da un lato la molteplicità di applicazioni e potenzialità, dall’altro le criticità e gli aspetti profondamente problematici legati all’utilizzo onnipervasivo dell’intelligenza artificiale. Quest’ultima viene impiegata persino per prendere decisioni che spetterebbero alla politica, come nel caso albanese, o per elaborare trattamenti sanitari. L’AI non può quindi essere considerata un semplice strumento al pari di tanti altri presenti nella nostra quotidianità. Essa modifica il nostro modo di vivere al punto che occorre chiedersi se il rapporto soggetto-umano e strumento-tecnologico non appaia addirittura rovesciato.
Per riflettere ulteriormente su tali aspetti proponiamo qui un esperimento da noi condotto. Secondo la visione più tradizionale le persone dovrebbero adattarsi alle innovazioni tecnologiche e all’ambiente circostante semplicemente reagendo agli input delle macchine. In questa ricerca abbiamo invece rovesciato la prospettiva: abbiamo voluto porre l’essere umano al centro della scena, con la tecnologia al suo servizio con il compito di fornire i servizi adeguati agli utenti e ai loro ambienti.
La convinzione di fondo della ricerca è che l’esplorazione dei diversi aspetti del comportamento umano nei contesti della vita quotidiana possa contribuire allo sviluppo di dispositivi intelligenti, al fine di migliorare la qualità della vita delle persone. In particolare, nel nostro caso, si è trattato di anziani non autosufficienti. Abbiamo effettuato 75 osservazioni partecipanti in 5 strutture che ospitano questa tipologia di utenza, al fine di raccogliere informazioni sui comportamenti degli anziani che vi risiedono in reazione all’ambiente inteso nelle sue dimensioni termiche.
L’analisi dei dati raccolti ha mostrato una lista di comportamenti che sia gli uomini che le donne sembrano agire per esprimere il loro disagio rispetto alla percezione di caldo o di freddo. I risultati indicano che c’è un enorme divario tra le percezioni degli anziani e quelle degli operatori sanitari che si prendono cura di loro, pur vivendo nello stesso ambiente. Lo studio è stato utile per sviluppare dispositivi intelligenti in grado di garantire realmente il comfort degli utenti nei loro ambienti di vita quotidiana, adattando il clima nelle diverse ore del giorno e in diverse situazioni, e permettendo di offrire ambienti termicamente confortevoli a gruppi di persone con esigenze diverse.
Rampioni, M., Nicolini, P., Mandolini, L. (2021). Analysis of Human Behavior in Five Healthcare Centers for the Development of New Technologies, in Support of the Improvement of Life Quality. In: Monteriù, A., Freddi, A., Longhi, S. (eds) Ambient Assisted Living. ForItAAL 2019. Lecture Notes in Electrical Engineering, vol 725. Springer, Cham. Azienda Partner: MAC di Recanati
Per riflettere ulteriormente su tali aspetti proponiamo qui un esperimento da noi condotto. Secondo la visione più tradizionale le persone dovrebbero adattarsi alle innovazioni tecnologiche e all’ambiente circostante semplicemente reagendo agli input delle macchine. In questa ricerca abbiamo invece rovesciato la prospettiva: abbiamo voluto porre l’essere umano al centro della scena, con la tecnologia al suo servizio con il compito di fornire i servizi adeguati agli utenti e ai loro ambienti.
La convinzione di fondo della ricerca è che l’esplorazione dei diversi aspetti del comportamento umano nei contesti della vita quotidiana possa contribuire allo sviluppo di dispositivi intelligenti, al fine di migliorare la qualità della vita delle persone. In particolare, nel nostro caso, si è trattato di anziani non autosufficienti. Abbiamo effettuato 75 osservazioni partecipanti in 5 strutture che ospitano questa tipologia di utenza, al fine di raccogliere informazioni sui comportamenti degli anziani che vi risiedono in reazione all’ambiente inteso nelle sue dimensioni termiche.
L’analisi dei dati raccolti ha mostrato una lista di comportamenti che sia gli uomini che le donne sembrano agire per esprimere il loro disagio rispetto alla percezione di caldo o di freddo. I risultati indicano che c’è un enorme divario tra le percezioni degli anziani e quelle degli operatori sanitari che si prendono cura di loro, pur vivendo nello stesso ambiente. Lo studio è stato utile per sviluppare dispositivi intelligenti in grado di garantire realmente il comfort degli utenti nei loro ambienti di vita quotidiana, adattando il clima nelle diverse ore del giorno e in diverse situazioni, e permettendo di offrire ambienti termicamente confortevoli a gruppi di persone con esigenze diverse.
Rampioni, M., Nicolini, P., Mandolini, L. (2021). Analysis of Human Behavior in Five Healthcare Centers for the Development of New Technologies, in Support of the Improvement of Life Quality. In: Monteriù, A., Freddi, A., Longhi, S. (eds) Ambient Assisted Living. ForItAAL 2019. Lecture Notes in Electrical Engineering, vol 725. Springer, Cham. Azienda Partner: MAC di Recanati