In questa quinta lezione analizzeremo l’articolo 30 del nuovo Codice dei contratti pubblici (D. Lgs. 36/2023), la prima norma nazionale che disciplina esplicitamente l’utilizzo di procedure automatizzate negli appalti, con particolare riferimento all’impiego di intelligenza artificiale (IA) e tecnologie a registri distribuiti (DLT). Tale disposizione segna un punto di svolta, introducendo una cornice giuridica che mira a conciliare le esigenze di efficienza amministrativa con la tutela dei diritti fondamentali degli operatori economici.

Approfondiremo i tre principi cardine che regolano le decisioni automatizzate: la conoscibilità e comprensibilità degli algoritmi, la non esclusività della decisione algoritmica (garanzia di “human in the loop”) e la non discriminazione algoritmica, volti ad assicurare trasparenza, equità e rispetto dei diritti.

Verranno richiamati i contributi della giurisprudenza amministrativa, del GDPR e delle nuove previsioni europee sull’IA (AI Act), evidenziando come il legislatore nazionale si collochi in un contesto normativo multilivello che richiede un bilanciamento tra innovazione tecnologica e garanzie democratiche.

La lezione metterà in luce anche i rischi di opacità algoritmica e di bias nei dati, sottolineando la necessità di misure organizzative e tecniche adeguate per assicurare qualità dei dataset e supervisione umana effettiva. Concluderemo ribadendo che l’innovazione, per essere legittima, deve restare sempre al servizio dell’interesse pubblico, consolidando fiducia e responsabilità nell’uso dell’IA nelle procedure di affidamento.