Il modello “Zone of comfort”
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La “comfort zone”, descritta da Robert Yerkes (1907), è uno stato in cui la persona opera senza ansie o rischi, utilizzando un insieme di comportamenti consolidati che le permettono di raggiungere un livello prestazionale costante.
Quando la persona lascia la zona di comfort entra in quella dell'apprendimento, affrontando novità e, generalmente, avvertendo un certo livello di stress. Da persona a persona, tale stress può essere vissuto diversamente, generando emozioni molto diverse come il panico o l’eccitazione.
Facendo un ulteriore passo avanti, la persona entra nella zona di libera esplorazione. Si verifica un cambio radicale dei paradigmi sottostanti e si perdono i punti di riferimento: in questa fase si avvertono sensazioni di smarrimento ed elevato stress emotivo.
Quando la persona lascia la zona di comfort entra in quella dell'apprendimento, affrontando novità e, generalmente, avvertendo un certo livello di stress. Da persona a persona, tale stress può essere vissuto diversamente, generando emozioni molto diverse come il panico o l’eccitazione.
Facendo un ulteriore passo avanti, la persona entra nella zona di libera esplorazione. Si verifica un cambio radicale dei paradigmi sottostanti e si perdono i punti di riferimento: in questa fase si avvertono sensazioni di smarrimento ed elevato stress emotivo.
Riprendi ora il CASO di Laura, e rifletti sulla modalità in cui affronta il passaggio dal mondo universitario a quello del lavoro.
- Laura ha studiato per anni all’Università, sapendo dove andare, chi incontrare, cosa fare: aveva una mappa ben chiara delle aspettative del contesto circostante nei suoi confronti. Entrare nel mondo del lavoro sicuramente è un passo ‘fuori dalla propria zone of comfort’.
- Alcune persone possono affrontare questo passo con tanta curiosità, interesse, con la voglia di ‘iniziare una nuova avventura’. Laura non è così: le vengono mille dubbi e paure. Ricordiamo che ogni processo di apprendimento implica l’attraversamento di una fase in cui ci sentiamo “consapevolmente incompetenti”.
- Man mano che le nuove competenze vengono acquisite, questa spiacevole sensazione di inadeguatezza svanisce e il nuovo contesto diventa talmente familiare che entrerà successivamente nella ‘zone of comfort’.