Rosalba, il suo ospite e la nuora raccontano le rispettive storie, lo sfondo si delinea.

VEDIAMO UN ESEMPIO

Pane e tulipani, S. Soldini, 2000, Istituto Luce (01:00:00-01-11:00)

Rosalba si trova ancora a Venezia, dove ha incontrato un uomo,  Fernando, a cui non ha raccontato nulla della sua famiglia. Ed è proprio a casa di Fernando che sta alloggiando. Una sera, mentre Fernando non è a casa, suona al campanello una ragazza con un bambino e Rosalba è convinta che quel bambino sia il figlio di Fernando. La ragazza racconta a Rosalba del suo passato difficile, è stata infatti trascurata e abbandonata dal suo ex-compagno e padre del bambino. Rosalba comincia a pensare che Fernando sia un poco di buono, quindi pedina Fernando. Ma in realtà Fernando è il nonno, non il padre del bimbo, e quello che ha commesso tutti quegli errori raccontati dalla ragazza è Alan, il figlio di Fernando. 

Come sono arrivati al chiarimento? Perché devono raccontarsi?

I personaggi sono arrivati al chiarimento solo in seguito ad un grande malinteso (Rosalba pensava che fosse Fernando il padre del bambino) e ad una grande delusione (Fernando si è sentito ingannato da Rosalba).
Solo la forte emotività negativa ha aperto le porte alla possibilità di parlarsi apertamente, di raccontarsi le proprie storie personali, incluse le rispettive ‘macchie del passato’, rendendosi vulnerabili agli occhi dell’altro. Infine, questo passaggio permette ai due protagonisti di migliorare la qualità della relazione in termini di apertura, sincerità e nuova fiducia acquistata.