La teoria e il cantiere
La Norma Uni 10838 del 1999 definisce il processo edilizio come “Sequenza organizzata di fasi che portano dal rilevamento delle esigenze della committenza-utenza di un bene edilizio al loro soddisfacimento attraverso la progettazione, la produzione, la costruzione e la gestione del bene stesso.”
In altre parole, vengono individuati alcuni fattori della complessità:
- la natura “processuale”, che allude alla successione di fatti o di fenomeni che si caratterizzano per avere una relazione più o meno profonda tra di loro;
- la dilatazione temporale;
- la diversità degli obiettivi specifici delle singole fasi.
A questi vanno aggiunti naturalmente il grado di complessità dell’opera, a cui inevitabilmente si legano anche la diversità e varietà degli attori coinvolti, il contesto fortemente evolutivo dell’innovazione tecnologica e la crescente richiesta di complessità prestazionale da parte della domanda.
Il processo edilizio comprende attività quali:
- l'identificazione dell’esigenza a cui si intende rispondere (nel caso del cantiere Piano una implementazione della qualità e quantità degli spazi per la didattica, confinati e all’aperto);
- il reperimento dei capitali/finanziamenti;
- la definizione delle regole specifiche di gestione, nell’ambito del quadro generale della normativa vigente (qui riferita alle opere pubbliche);
- la costruzione vera e propria, così come le fasi di esercizio, l’uso e la gestione del manufatto, il suo riadeguamento funzionale e tecnologico fino alla demolizione e riuso dei materiali sistemi componenti e del suolo precedentemente occupato.
In questo senso è importante rilevare che un ulteriore fattore di complessità è dato dalla compresenza di attività di concezione e costruzione che comportano l’interrelazione di “elementi materiali come le pietre, il legno, i mattoni e di elementi immateriali, come l’intelligenza, il lavoro e la fatica: i suoi elementi visibili sono pesanti e costosi, così come lo sono l’intelligenza e il sapere, i suoi elementi invisibili.” (Sinopoli, N. (1997), La tecnologia invisibile, Franco Angeli, Milano).
Con particolare attenzione alle opere pubbliche, inoltre, il processo edilizio può essere articolato attraverso iter differenti a seconda delle relazioni che si instaurano tra le singole fasi della progettazione e l’esecuzione dell’opera, o tra la progettazione e la filiera costruzione-gestione, o ancora rispetto alle diverse modalità di finanziamento e partecipazione del privato, che a loro volta ribadiscono l’importanza del controllo e dei passaggi tecnico amministrativi e configurano diverse modalità di appalto.
In questo senso il processo edilizio non può più essere concepito per approfondimenti successivi e consequenziali: non è più identificabile come una filiera unica, con attività propedeutiche l’una all’altra fino alla gestione del bene edilizio, ma è necessario prefigurarne la fattibilità tecnica, economica e ambientale sin dalle fasi iniziali attraverso l’esplorazione di più alternative per perseguire una soluzione di qualità non solo finale ma in un’ottica di ciclo di vita.
I contenuti di questo MOOC non affrontano l’intera successione delle fasi del processo edilizio, ma si focalizzano in particolare sul momento di elaborazione finale del progetto e sulla sua traduzione in costruzione; attraverso l’esperienza diretta del cantiere Piano si pongono l’obiettivo di meglio illustrare l’interrelazione fra questi elementi materiali e immateriali, così come fra la concezione e la costruzione e l’esercizio, mettendo in evidenza anche le modalità di controllo della qualità del suo svolgimento identificate attraverso la normativa.
Il caso studio esemplificativo del cantiere Piano offre l’occasione per entrare nel vivo della complessità, delle variabili in gioco e degli strumenti per gestirla, partendo dalla sua specificità per riconoscere al tempo stesso le problematiche generali e ricorrenti legate al costruire contemporaneo, fra teoria e prassi.