Discussione - Nuove idee per la regolazione pubblica e privata delle tecnologie digitali nei partiti

Discussione - Nuove idee per la regolazione pubblica e privata delle tecnologie digitali nei partiti

by Anonimo Utente_31 -
Number of replies: 5

  1. A tuo parere, come i partiti politici dovrebbero regolare l’uso interno degli strumenti di partecipazione digitale e, del caso, come vorresti essere coinvolto in modo digitale se fossi iscritto ad un partito politico?
  1. A tuo parere, lo Stato dovrebbe intervenire nella regolazione dell’uso degli strumenti digitali da parte dei partiti politici al fine di garantire trasparenza, democraticità, tutela dei principi costituzionali e allo stesso tempo rispetto dell’autonomia dei partiti? Che tipi di approcci esisterebbero e quali differenze potresti elencare?
Rifletti e prova a dare una risposta in autonomia.
Queste le indicazioni:
  1. Ricorda che la mobilità dei concetti di forma di Stato e di Governo
  1. Ricorda la tecnica del bilanciamento (balancing test) tra diritti fondamentali e interessi in conflitto
  1. Tieni a mente il problema concreto del rapporto tra partecipazione diretta e rappresentanza;
  1. Se hai interesse, racconta la tua esperienza con l’utilizzo di strumenti digitali nei partiti politici, depurata di ogni dato che potrebbe identificare persone, sigle, ed eventi conosciuti.
Che ne pensi?

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by Anonimo Utente_25428 -
Attraverso codici di autoregolamentazione che devono basarsi su una legge che garantisca equità e democrazia.

Si lo Stato deve intervenire magari con una legge non troppo articolata ma che cmq garantisca i livelli essnziali dei principi da tutelare.
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by Anonimo Utente_44488 -
1. Se fossi iscritta a un partito politico credo che aderirei sia ad una profilazione anonima, che aiuti lo stesso a lavorare meglio sulle proposte e sulle campagne elettorali. Allo stesso modo, il digitale permette di coinvolgere maggiormente la base, creando segmenti di elettori che potrebbero favorire una comunicazione diretta (sondaggi, webinar, newsletter) e che avvicinino questi ultimi al tavolo delle decisioni e ad una attiva partecipazione politica.
2. Lo Stato in rappresentanza dei diritti dei cittazini e della sua emblematica terzietà e imparzialità deve necessariamente intervenire, facendo fede alle regolamentazioni europee in materia, declinandole alla nostra Costituzione per garantire trasparenza dell'operato dei partiti e privacy degli elettori.
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by Anonimo Utente_45499 -
certo l'uso delle tecnologie digitali ormai è inevitabile in politica, il pericolo c'è che tutto venga manipolato, sarebbe opportuno ridurre il potere dei privati nella gestione delle piattaforme verso forme più pubbliche e democratiche.
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by Anonimo Utente_30501 -
1. Il coinvolgimento digitale ad un partito politico dovrebbe garantirmi uno statuto/regolamento esplicito andando ad identificare per esempio chi può votare, cosa può essere votato e le modalità di validazioni delle decisioni digitali. Inoltre garantire una maggiore inclusività garantendo interfacce semplici e formazione digitale per gli iscritti al fine di premettere anche alle persone meno esperte di usufruire di tale modalità partecipativa.
Vorrei ricevere materiali chiari e sintetici prima di ogni consultazione conoscere pro e contro, posizioni alternative, impatti reali al fine di evitare votazioni “emotive” o lanciate sui social all’ultimo momento. Avere la possibilità di svolgere un ruolo attivo e non solo reagire a decisioni prese, potendo proporre temi o mozioni, ricevendo un feedback motivato se una proposta viene scartata. Il partito dovrebbe definire differenziazione dei livelli di coinvolgimento che potrebbero essere suddivise per esempio micro-partecipazione (sondaggi, feedback rapidi); partecipazione deliberativa (gruppi tematici, scrittura di documenti); momenti decisionali veri (voti su linee politiche, candidati, alleanze).
2. A mio parere uno spazio di intervento pubblico è non solo legittimo ma necessario, purché mirato, proporzionato e non invasivo dell’autonomia politica. Il punto di partenza è l’art. 49 della Costituzione italiana: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.”
Pertanto, è necessario che vengano rispettati gli obblighi costituzionali impliciti autonomia dei partiti (libertà associativa) e metodo democratico, che oggi passa in larga misura da strumenti digitali (piattaforme di voto, consultazioni online, comunicazione algoritmica).
In riferimento specifico all’ambito digitale e ai suoi strumenti è fondamentale che questa metodologia operativa non diventi “opaca” attraverso algorismi non conoscibili, concentrazione del potere decisionale in pochi attori (tecnici, proprietari di piattaforme), o consentendo le manipolazioni, profilazioni, disinformazione.
Per quanto riguarda gli approcci regolatori utilizzabili, ve ne possono essere di varie tipologie che spaziano da quella di tipo minimalista–garantista fino a quella sostanziale–interventista, queste differiscono nelle modalità di gestione dei parametri relativi all’autonomia dei partiti, tutela della democraticità, rischio di abuso statale, efficacia reale degli aspetti regolatori.
In generale si può definire che la soluzione più coerente con un ordinamento costituzionale pluralista è un approccio di tipo misto che garantisca: principi generali. regole procedurali minime, certificazione e audit tecnici indipendenti, nessuna ingerenza nei contenuti politici.
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by Anonimo Utente_45701 -
Credo che i partiti politici debbano creare delle piattaforme digitali facilmente accessibili in modo tale che tutti possano approcciarsi al mondo digitale, anche coloro che hanno maggiore difficoltà, inserendo tutti i piani che il partito si prefigge, spiegando come si svolgono le varie operazioni elettorali con tutte le relative info; si dovrebbe creare maggiore contatto con gli elettori, sollecitandolo ad avere una partecipazione attiva.
In secondo luogo il legislatore dovrebbe intervenire attraverso una disciplina che possa regolare queste piattaforme digitali, all'insegna della trasparenza e garanzia della privacy, in modo tale da poter tutelare l'elettore