Le mappe concettuali per la rielaborazione di contenuti
Come abbiamo visto, l’esempio classico per l’evento di apprendimento “Rielaborazione di contenuti” può essere la creazione di una mappa concettuale.
Qui di seguito, ti proponiamo un breve affondo su questo tema e alcuni tool per integrarlo nella tua pratica didattica.
Novak ha introdotto e sviluppato le mappe concettuali nel 1972 nel corso del suo programma di ricerca alla Cornell University, che mirava a descrivere i cambiamenti nella conoscenza della scienza da parte dei bambini (Novak & Musonda, 1991). Ne nacque uno strumento utile per la ricerca scientifica ma anche per l’apprendimento in generale, perché permetteva di visualizzare le informazioni e le loro relazioni in forma rielaborata.
Secondo Novak (Novak et al., 2006) per costruire una mappa concettuale è utile prevedere diverse iterazioni, utili ad aggiungere nuovi concetti e relazioni o modificare quelli esistenti: una mappa concettuale non è mai finita.
Per approfondire le caratteristiche delle mappe concettuali identificate da Novak, consulta la pagina Cmap dedicata alle mappe concettuali di Novak.
Anche in questo caso, i tool risultano essere un alleato prezioso a disposizione del docente. Tra gli altri, per integrare le mappe concettuali nella tua attività di insegnamento ti proponiamo:
Jamboard (Jamboard device end of life information – Google Workspace Admin Help)
Miro (Spazio di lavoro per l'innovazione con IA | Miro)
Mural (Work better together with Mural's visual work platform | Mural)
Cmap (Cmap | CmapTools)