Approfondimento
APPROFONDIMENTI OBBLIGATORI:
1. Classificazione delle mozioni
La tradizione del Debate ha formalizzato tre tipi di mozione: la mozione sui fatti, sui valori e sui piani d'azione. È ovvio che le tre mozioni in un certo senso si connettono: un piano d'azione è sostenuto perché si vuole promuovere un valore, oppure un valore determina l'interpretazione di un fatto. Tuttavia, capire la formulazione della mozione è determinante per il Debater e per il giudice perché avvia una serie di obblighi sia per i Pro che per i Contro.
La mozione sui fatti riguarda ciò che è verificato. Più precisamente una mozione sui fatti ha come oggetto ciò che è accaduto, oppure ciò che accade o ciò che accadrà. La mozione su un fatto può presentare una causalità del tipo "x causa y", oppure può presentare una forma inclusiva del tipo "a appartiene alla classe di b". La procedura messa in atto dalle squadre dovrebbe essere finalizzata alla verifica o alla smentita del fatto asserito.
La mozione sui valori verte su giudizi qualitativi, su un valore che può essere morale o estetico di un evento, una situazione, un'azione in relazione a ciò che è inteso come bene o male, oppure a ciò che è inteso essere piacevole e attraente. Di solito le mozioni sui valori discutono questioni filosofiche, religiose, etiche ed estetiche, ma anche pertinenti ai diritti fondamentali. Esse si riconoscono perché presentano un'espressione valutativa e un oggetto che è valutato. Una mozione di valore può presentarsi come una presa di posizione assoluta rispetto all'oggetto, oppure relativa tra due oggetti (esempio del primo tipo: "Il bombardamento di Dresda da parte degli inglesi e degli americani fu un atto ignobile"; esempio del secondo tipo: "L'arte di Bernini è superiore rispetto all'arte di Borromini").
La mozione sui piani d'azione discute la procedura per realizzare una finalità o per dare vita a un corso di azione per il futuro prossimo o remoto. I suoi elementi caratteristici sono tre: presenta un arco temporale per la realizzazione; riguarda un provvedimento; richiede una decisione. I piani d'azione possono essere rivolti al futuro oppure discutono ciò che si sarebbe dovuto fare e possono coinvolgere le più diverse comunità, da quella internazionale a quella locale. In breve, una tale mozione richiede ai dibattiti di creare una politica o un quadro reale che migliorerà o risolverà una determinata situazione economica, politica o sociale data nella mozione da discutere. Ovviamente si dovrebbero fornire dati e dettagli della proposta, soprattutto quando il tema è preparato. È però evidente che non si possono pretendere dati estremamente specialistici o calcoli di spese degni di un revisore dei conti. Come giustamente hanno scritto Manuele De Conti e Matteo Giangrande: «L'accento deve essere dato ai principi, alle motivazioni o ai valori sottostanti le singole linee d'azione piuttosto che ai dettagli della proposta politica» (De Conti, M. - Giangrande, M., Debate. Pratica, teoria e pedagogia, Pearson, Milano 2017, p. 42).
Nei Debate che prevedono piani di azione è però fondamentale osservare che i Pro hanno degli obblighi ben precisi: mostrare anzitutto che c'è un problema che lo status quo non affronta, per cui è necessario un piano di azione. Il piano proposto dovrà dunque fornire soluzioni che abbiano un impatto rilevante, altrimenti il piano stesso non avrebbe senso. Emerge qui il lato più utilitaristico e pragmatico del Debate. I Contro, da parte loro, tenteranno di dimostrare che la proposta non è in grado di trasformare lo status quo, oppure che non ci sia affatto la necessità di un cambiamento.
2. Strategia, contenuto e stile
Nel Debate l'operato del giudice ha molte implicazioni educative. Il giudice, infatti, promuove atteggiamenti, abilità e stimola all'autocritica positiva. Il suo ruolo non si limita quindi soltanto a dichiarare un vincitore, ma conduce l'attenzione dei Debaters agli aspetti, alle competenze e alle capacità da corroborare. Attraverso la corretta analisi del dibattito, il giudice offre così occasioni per una crescita educativa e formativa del Debater. Tuttavia, il giudice può assolvere bene al suo compito se è ben formato e ha lo spirito adatto per interagire positivamente con i Debaters. La sua neutralità, l'analisi ponderata del dibattito, l'uso di criteri di valutazione trasparenti conducono i Debaters allo sviluppo e alla maturazione delle proprie qualità e dei propri limiti, incoraggiano il miglioramento e creano un contesto educativo e formativo idoneo. Per questa ragione, appare fondamentale la preparazione tecnica e deontologica del giudice.
La valutazione nel Word School Debate si articola su tre parametri: il contenuto, lo stile e la strategia. Dei tre parametri, il contenuto e lo stile hanno uguale peso, mentre la strategia ha un peso minore. L'obiettività è il risultato che un giudice dovrebbe perseguire, ben sapendo però che si tratta di un ideale. Per cercare di raggiungere l'obiettività e l'uniformità tra i giudici è necessaria la perfetta conoscenza del protocollo. Giudicare spesso dibattiti, assistere ai dibattiti anche quando si è esperti di Debate, prestare attenzione alla correttezza dei ragionamenti nella vita quotidiana sono consuetudini che aiutano a familiarizzare e a prendere sempre più coscienza di aspetti fondamentali del dibattito. Infine, discutere tra giudici sia esperti che principianti aiuta a comprendersi e a migliorare. È importante nell'attività di valutazione non considerarsi come giudici ormai arrivati al vertice di un percorso, ma sempre come giudici in crescita e desiderosi di apprendere novità.
La strategia è legata strettamente al protocollo. Senz'altro appartiene alla strategia il rispetto delle tempistiche. Una domanda molto lunga, oltre i quindici secondi, è chiaramente un errore di strategia. L'adempimento dell'onere del proprio ruolo da parte del Debater costituisce un altro aspetto che rientra nella strategia, come anche la pertinenza tra gli obblighi imposti dal protocollo e il tempo loro dedicato. Infine, ricade nella strategia la valutazione della coerenza strutturale tra i diversi interventi di una squadra. Anticipare da parte del primo Debater che ci saranno tre interventi e poi ne vengono sviluppati soltanto due, è un errore di strategia.
Il contenuto riguarda la qualità e la quantità delle informazioni, ragionamenti e prove presentate. Fondamentale è anzitutto l'accettabilità delle fonti e delle informazioni, poi la sufficienza delle prove o dei dati addotte a supporto dell'argomento, ma anche la loro rilevanza. Le prove e i dati devono tener presente la conoscenza di una persona di media cultura e ragionevole, ben documentata ma non specialistica del settore. È doveroso fare attenzione a non penalizzare una mancata confutazione a un argomento poco pertinente, se è stata sviluppata una confutazione approfondita all'argomento principale.
Indicare alcuni passi ai quali un giudice si deve attenere in una valutazione può aiutare a comprendere meglio il senso del discorso finora svolto:
- determinare se gli argomenti presentati dal Debater sono rilevanti;
- assicurarsi al collegamento degli argomenti con quelli precedenti;
- prestare attenzione alla struttura interna degli argomenti;
- esaminare le evidenze;
- valutare la relazione causa ed effetto proposta dal Debater.
Lo stile è il modo di presentare il contenuto sia in modo verbale che non verbale. La postura, la gestualità, lo sguardo, ma anche il tono, il ritmo e la modulazione della voce sono tutti aspetti che rientrano nello stile. Non va valutata nello stile l'inflessione regionale del Debater, ma la correttezza e la ricchezza lessicale. In generale, lo stile indica tutto ciò che riguarda la comunicazione. Essa sarà migliore se sarà in grado di far arrivare in maniera chiara e precisa il messaggio ai suoi destinatari. Un linguaggio verboso e complicato non è certo un modo per comunicare efficacemente, ma ugualmente un linguaggio approssimativo e superficiale è segno di imprecisione e mancanza di cura.
3. La deontologia del giudice
Il giudice ricopre un ruolo molto importante nell'educazione dei Debaters. Per questa ragione il suo comportamento deve essere etico e assumersi l'impegno per rendere il dibattito un significativo momento formativo. Anzitutto, il giudice deve fare in modo che il dibattito abbia una finalità educativa, anche quando è praticato per gioco o per sport. Il Debate è un'occasione di crescita per tutti, non solo per le eccellenze, ma anche e forse soprattutto per i ragazzi meno motivati. Il giudice deve quindi essere tollerante, flessibile nel gestire situazioni di tensione emotiva e di difficoltà. Aggressività e timidezze fino al silenzio possono essere situazioni che richiedono al giudice capacità di gestione del dibattito e soprattutto punto di partenza per avviare una riflessione educativa.
Il giudice è imparziale, lontano da ogni preferenza personale sia per affinità culturale che per simpatia affettiva. È disponibile verso i Debaters a fornire spiegazioni ampie ed esaustive: «La disponibilità verso i dibattenti è inoltre quel valore che permette ai dibattenti stessi di comprendere la passione e l'onestà intellettuale del giudice. Essere quindi disposti a riformulare i propri commenti con parole ed esempi diversi qualora non siano compresi, o mettersi a disposizione dei dibattenti al termine degli incontri per condividere più apertamente, dettagliatamente e interattivamente l'andamento del dibattito, non potrà che favorire l'apprendimento dei dibattenti e la stessa preparazione del giudice, che di queste circostanze deve fare momento di autoapprendimento» (Ibid., pp. 160-161).
Rivedere il protocollo:
- Organizzare il discorso
- Public speaking
- Sn-di - Giudicare nel World Schools Debate Format
- Campionatoitalianodebate
APPROFONDIMENTI CONSIGLIATI:
- Il valore educativo del Debate: Proversi - Le origini del dibattito
- L'ascolto attivo: Qualitapa - Ascolto attivo
- Pensiero critico: The role of a debate in the development of critical thinking
- Sul Feedback: Focus on Formative Feedback (Shute, 2008)
- Su alcune osservazioni da evitare e sul perché (nelle tabelle dell'articolo sono proposte alcune affermazioni che possono sembrare innocue e formative, ma potrebbero avere dei risvolti negativi. Il contesto è per quello americano, ma con le dovute correzioni può valere anche per quello italiano):Culturally Competent Judge Trainining
- Sulla valutazione nel Debate: Esuus - Manual (da pagina 8 in poi)