La tecnologia IA ha evidenti potenzialità in molti campi. Penso, ad esempio, al campo della letteratura dove può essere di valido aiuto per la stesura di un testo o di un romanzo, premessi determinati input. Evidentemente la IA in questo caso ha ricevuto molte esercitazioni: sa ad esempio qual'è la struttura testuale da osservare, le relazioni causa e conseguenza che rincorrono la trama di un romanzo, ecc. I limiti della tecnologia possono palesarsi quando questa sfugge di mano a chi la esercita o, semplicemente, quando è presa in considerazione da chi non ha una sufficiente formazione per contestualizzarla, come nel caso del ragazzo depresso che chiede cosa fare della sua vita ad un sistema di IA e si sente rispondere: suicidati.
Uso l'ai molto spesso per i più svariati compiti, da quel che ho appreso con l'utilizzo è che bisogna fornire necesariamente un contesto alla domanda che si pone altrimenti gli output sono molto generici , l'uso dell'ai puo' semplificare ed automatizzare ma pongo particolare accento su bias intrinseci nei dataset di allenamento che possono portare ad evidenti valutazioni errate, c'e' ancora molta strada da fare per eliminare questi bias
Si ho utilizzato in maniera spot sistemi di IA:
Deep research di informazioni specifiche
Suggerimenti su codice di programmazione
Ho apprezzato velocità e accuratezza molto legata alla precisione di scrittura del prompt per evitate divagazioni e allucinazioni.
Porre particolare a trasparenza e privacy soprattutto nei dati sendibili condivisi o in richieste all'IA in ambiti personali e psicologici..
L'IA di natura è molto accondiscendente con l'interlocutore umano.
Deep research di informazioni specifiche
Suggerimenti su codice di programmazione
Ho apprezzato velocità e accuratezza molto legata alla precisione di scrittura del prompt per evitate divagazioni e allucinazioni.
Porre particolare a trasparenza e privacy soprattutto nei dati sendibili condivisi o in richieste all'IA in ambiti personali e psicologici..
L'IA di natura è molto accondiscendente con l'interlocutore umano.
Ho utilizzato diversi sistemi di AI artificiale in ambito didattico, sia per la preparazione delle lezioni sia per sperimentare nuove forme di apprendimento. In questo contesto per me esistono alcuni vantaggi rilevanti: la rapidità con cui è possibile ottenere spiegazioni, materiali e sintesi, la capacità di adattare i contenuti a livelli diversi e la possibilità di stimolare la curiosità degli studenti attraverso strumenti interattivi. L’IA si è utile anche per creare esempi, esercizi personalizzati e spunti di approfondimento risparmiando molto tempo.
Tuttavia, proprio nell’uso didattico emergono anche dei limiti importanti, soprattutto il rischio di bias nei contenuti, così come le cosiddette “allucinazioni” , per cui occorre abituare i ragazzi (e non solo loro) a dotarsi di strumenti per valutarne l’affidabilità. Inutile poi dire che la tecnologia non sostituisce la mediazione critica dell’insegnante, né può garantire sempre precisione o neutralità.
Tuttavia, proprio nell’uso didattico emergono anche dei limiti importanti, soprattutto il rischio di bias nei contenuti, così come le cosiddette “allucinazioni” , per cui occorre abituare i ragazzi (e non solo loro) a dotarsi di strumenti per valutarne l’affidabilità. Inutile poi dire che la tecnologia non sostituisce la mediazione critica dell’insegnante, né può garantire sempre precisione o neutralità.
Ho utilizzato pochissimo la IA e la sto solo osservando dall'esterno da poco; i limiti espressi in questa chat mi paiono evidenti e sensati. Il mio timore per il futuro è la possibilità che la IA possa gestire in autonomia sistemi "sensibili" dal punto di vista della comunicazione, energetico, militare o altro con gli evidenti rischi che questa gestione può comportare.
Finora ho utilizzato pochissimo l'IA, per creare vignette didattiche.
Ho riscontrato difficoltà nell'ottenere ciò che avevo richiesto, anche dopo precisazioni.
Ovviamente le potenzialità dell'IA sono enormemente più ampie delle rappresentazioni grafiche.
Credo che si debba porre molta attenzione all'inferenza dell'IA nella formazione degli studenti, perché si rischia di ritrovarsi con future generazioni incompetenti.
Ho riscontrato difficoltà nell'ottenere ciò che avevo richiesto, anche dopo precisazioni.
Ovviamente le potenzialità dell'IA sono enormemente più ampie delle rappresentazioni grafiche.
Credo che si debba porre molta attenzione all'inferenza dell'IA nella formazione degli studenti, perché si rischia di ritrovarsi con future generazioni incompetenti.
I sistemi di Intelligenza Artificiale rappresentano una leva straordinaria di innovazione, ma proprio per la loro pervasività richiedono limiti chiari, condivisi e regolamentati. Il primo grande limite riguarda l’uso dei dati. L’IA si nutre di enormi quantità di informazioni, spesso personali o sensibili: è fondamentale stabilire confini rigorosi su raccolta, utilizzo, conservazione e anonimizzazione dei dati, garantendo trasparenza e consenso informato. Senza queste tutele, il rischio è una sorveglianza diffusa e una perdita irreversibile della privacy individuale.
Un secondo limite riguarda la responsabilità. I sistemi di IA non sono soggetti morali: dietro ogni algoritmo ci sono progettisti, aziende e decisori. È quindi necessario regolamentare chiaramente chi risponde degli errori, delle discriminazioni o dei danni causati da decisioni automatizzate, soprattutto in ambiti critici come sanità, giustizia, credito, lavoro e sicurezza. L’IA deve supportare il giudizio umano, non sostituirlo senza possibilità di appello o controllo.
Un terzo aspetto centrale è il tema dei bias e dell’equità. Gli algoritmi riflettono i dati su cui vengono addestrati e possono amplificare disuguaglianze sociali, economiche e culturali. Occorre imporre standard di audit, valutazione e mitigazione dei bias, rendendo i modelli più spiegabili e verificabili, soprattutto quando incidono sui diritti delle persone.
Infine, va posto un limite all’uso dell’IA in contesti che minacciano direttamente la dignità umana: sistemi di scoring sociale, manipolazione cognitiva di massa, deepfake non dichiarati, armi autonome letali. Qui la regolamentazione non è solo tecnica, ma etica e politica.
In sintesi, il vero limite da riconoscere è che l’IA non è neutrale né autonoma: è uno strumento potente che va governato. Regolarla non significa rallentare l’innovazione, ma renderla sostenibile, affidabile e coerente con i valori fondamentali della società.
Un secondo limite riguarda la responsabilità. I sistemi di IA non sono soggetti morali: dietro ogni algoritmo ci sono progettisti, aziende e decisori. È quindi necessario regolamentare chiaramente chi risponde degli errori, delle discriminazioni o dei danni causati da decisioni automatizzate, soprattutto in ambiti critici come sanità, giustizia, credito, lavoro e sicurezza. L’IA deve supportare il giudizio umano, non sostituirlo senza possibilità di appello o controllo.
Un terzo aspetto centrale è il tema dei bias e dell’equità. Gli algoritmi riflettono i dati su cui vengono addestrati e possono amplificare disuguaglianze sociali, economiche e culturali. Occorre imporre standard di audit, valutazione e mitigazione dei bias, rendendo i modelli più spiegabili e verificabili, soprattutto quando incidono sui diritti delle persone.
Infine, va posto un limite all’uso dell’IA in contesti che minacciano direttamente la dignità umana: sistemi di scoring sociale, manipolazione cognitiva di massa, deepfake non dichiarati, armi autonome letali. Qui la regolamentazione non è solo tecnica, ma etica e politica.
In sintesi, il vero limite da riconoscere è che l’IA non è neutrale né autonoma: è uno strumento potente che va governato. Regolarla non significa rallentare l’innovazione, ma renderla sostenibile, affidabile e coerente con i valori fondamentali della società.
Gli LLM sono sistemi che hanno spaccato il nostro tempo in tutti i settori, basta pensare a tutti gli usi "empatici" che si fanno di sistemi come Gemini o Chat gpt dove si utilizzano questi strumenti come "companion".
Le potenzialità di questi strumenti in tutti i campi sono potenzialmente infinite, ma il problema che vedo in tutto ciò è un mancato utilizzo dove l'essere umano sia parte attiva del processo visto che questi sistemi non mostrano il reale processo attraverso il quale arrivano alla risposta che viene data proprio perché di base sono pensati per essere "user friendly".
quello che secondo me potrebbe essere un utilizzo corretto è quello nel quale l'essere umano è quello che da sia l'input e il contesto e che poi verifica il processo e la risposta andando ad intervallare l'AI.
Il discorso è molto più ampio di così perché giocano un ruolo chiave anche altri fattori fondamentali che in questo spazio risulta difficile trattare ma la componente umana risulta fondamentale in tutti gli aspetti altrimenti si rischia di demandare a dei sistemi probabilistici ogni aspetto della nostra vita come se invece fossero degli oracoli.
Le potenzialità di questi strumenti in tutti i campi sono potenzialmente infinite, ma il problema che vedo in tutto ciò è un mancato utilizzo dove l'essere umano sia parte attiva del processo visto che questi sistemi non mostrano il reale processo attraverso il quale arrivano alla risposta che viene data proprio perché di base sono pensati per essere "user friendly".
quello che secondo me potrebbe essere un utilizzo corretto è quello nel quale l'essere umano è quello che da sia l'input e il contesto e che poi verifica il processo e la risposta andando ad intervallare l'AI.
Il discorso è molto più ampio di così perché giocano un ruolo chiave anche altri fattori fondamentali che in questo spazio risulta difficile trattare ma la componente umana risulta fondamentale in tutti gli aspetti altrimenti si rischia di demandare a dei sistemi probabilistici ogni aspetto della nostra vita come se invece fossero degli oracoli.
Ho utilizzato e utilizzo l'intelligenza artificiale soprattutto per la ricerca di fonti scientifiche e articoli e ne riconosco l'enorme potenzialità, in quanto è in grado di selezionare in pochi secondi materiale con le caratteristiche richieste, che in passato impiegavo ore a reperire. Ho riscontrato anche errori, talvolta generati da un prompt non sufficientemente descrittivo e specifico, altre volte frutto, forse, di una cosiddetta allucinazione. Più la utilizzo, più maturo la consapevolezza che l'intelligenza artificiale sia uno strumento potenzialmente potente, se utilizzato come un amplificatore della mente e delle potenzialità umane. Il rischio più grande, soprattutto per i più giovani, è delegare il pensiero all'intelligenza artificiale, disabituandosi così a ragionare in maniera critica e consapevole e invertendo il ruolo tra IU(intelligenza umana) e AI.
Utilizzo quotidianamente chat bot gratuiti sia per scopi personali che professionali. Il vantaggio principale che ho percepito e’ stato quello di ottenere le informazioni richieste in breve tempo.
Il limite principale è che nei casi in cui l’informazione richiesta non era stata data correttamente, il sistema te la spaccia come vera e solo a seguito di una certa insistenza argomentativi, si ammetta l’errore. Non associo l’AI con un miglioramento automatico della società, ma la vedo maggiormente come un potenziale rischio in quanto non si sa ancora bene come governare l’IA a livello globale e quali regole condivise applicare tenendo conto che siamo anche in un periodo storico in cui il mondo sembra più orientato alla separazione fra popoli e Stati piuttosto che alla collaborazione.
Altro grosso problema riguarda la gestione dei dati personali, riservati o sensibili che le persone, consapevolmente o meno, stanno riversando in questi sistemi. Non sappiamo esattamente che fine faranno.
Il limite principale è che nei casi in cui l’informazione richiesta non era stata data correttamente, il sistema te la spaccia come vera e solo a seguito di una certa insistenza argomentativi, si ammetta l’errore. Non associo l’AI con un miglioramento automatico della società, ma la vedo maggiormente come un potenziale rischio in quanto non si sa ancora bene come governare l’IA a livello globale e quali regole condivise applicare tenendo conto che siamo anche in un periodo storico in cui il mondo sembra più orientato alla separazione fra popoli e Stati piuttosto che alla collaborazione.
Altro grosso problema riguarda la gestione dei dati personali, riservati o sensibili che le persone, consapevolmente o meno, stanno riversando in questi sistemi. Non sappiamo esattamente che fine faranno.
utilizzo le principali IA generative, CHATGPT, PERPLEXITY, GEMINI e COPILOT, le utilizzo sul lavoro e per uso privato. Le trovo molto utili per accelerare le attività ripetitive ma soprattutto nell'organizzazione delle attività stesse. Esempi banali: da un foglio excel con date e argomenti da gestire integrarli con outlook ed avere un calendario ordinato. Da una foto di una libreria organizzare i libri per titolo, autore e casa editrice, gestire le mail, realizzare slide in tempi brevi, aiutarmi nel correggere relazioni etc etc
I limiti per il momento li sto trovando nello scrivere prompt corretti per cercare di avvicinarmi il più possibile a quello che mi serve.
Aspetti da valutare quelli di natura etica
I limiti per il momento li sto trovando nello scrivere prompt corretti per cercare di avvicinarmi il più possibile a quello che mi serve.
Aspetti da valutare quelli di natura etica
Ho visto utilizzare alcuni LLM nel campo dell’istruzione (ChatGPT, Gemini, NotebookLM per preparare lezioni o assegnare compiti agli studenti e valutarli)
I vantaggi che ho percepito sono la disponibilità di un’enorme quantità di informazioni sia per il docente sia per lo studente; la possibilità di motivare maggiormente gli studenti allo studio di un argomento attraverso metafore, analogie, esemplificazioni che un docente non riesce sempre a individuare con i metodi tradizionali; la possibilità per gli studenti di costruire consapevolmente il proprio apprendimento se utilizzano correttamente i chtabot (dialogare in modalità attiva e critica - alto carico cognitivo - con il LLM).
Tuttavia ci sono più aspetti problematici: la possibilità che i ragazzi utilizzino i LLM con il più basso carico cognitivo possibile (farsi fare riassunti, elaborati ecc. senza controllarne contenuti, fonti, catene di ragionamento); scarsa preparazione dei docenti per utilizzare correttamente le tecnologie; opacità delle fonti e delle catene di ragionamento in numerosi LLM.
Limiti da riconoscere e regolamentare:
la trasparenza verso gli utenti, che devono essere sempre chiaramente informati se un prodotto è frutto della A.I., quali fonti di dati sono state utilizzate per l’addestramento, quali criteri etici, sociologici ecc. sono stati utilizzati nei processi inferenziali;
le applicazioni che si possono fare di social scoring, di rilevamento biometrico, emotivo, o di altre caratteristiche delle persone, che possono violare i diritti umani, la libertà di espressione, l’esercizio di democrazia o possono condizionare i comportamenti umani; devono poter essere sempre rilevati dagli utilizzatori per poterne correggere gli effetti e le applicazioni devono essere regolamentate (ad esempio come nell’A.I. ACT)
Quanto allo sviluppo della tecnologia, concordo con il premio Nobel Hinton sulla necessità di porre una moratoria sullo sviluppo dell’agentic A.I. affinché esso non sia lasciato all’arbitrio delle Big Tech ma venga regolamentato secondo principi etici condivisi dalla comunità scientifica e dalle istituzioni.
I vantaggi che ho percepito sono la disponibilità di un’enorme quantità di informazioni sia per il docente sia per lo studente; la possibilità di motivare maggiormente gli studenti allo studio di un argomento attraverso metafore, analogie, esemplificazioni che un docente non riesce sempre a individuare con i metodi tradizionali; la possibilità per gli studenti di costruire consapevolmente il proprio apprendimento se utilizzano correttamente i chtabot (dialogare in modalità attiva e critica - alto carico cognitivo - con il LLM).
Tuttavia ci sono più aspetti problematici: la possibilità che i ragazzi utilizzino i LLM con il più basso carico cognitivo possibile (farsi fare riassunti, elaborati ecc. senza controllarne contenuti, fonti, catene di ragionamento); scarsa preparazione dei docenti per utilizzare correttamente le tecnologie; opacità delle fonti e delle catene di ragionamento in numerosi LLM.
Limiti da riconoscere e regolamentare:
la trasparenza verso gli utenti, che devono essere sempre chiaramente informati se un prodotto è frutto della A.I., quali fonti di dati sono state utilizzate per l’addestramento, quali criteri etici, sociologici ecc. sono stati utilizzati nei processi inferenziali;
le applicazioni che si possono fare di social scoring, di rilevamento biometrico, emotivo, o di altre caratteristiche delle persone, che possono violare i diritti umani, la libertà di espressione, l’esercizio di democrazia o possono condizionare i comportamenti umani; devono poter essere sempre rilevati dagli utilizzatori per poterne correggere gli effetti e le applicazioni devono essere regolamentate (ad esempio come nell’A.I. ACT)
Quanto allo sviluppo della tecnologia, concordo con il premio Nobel Hinton sulla necessità di porre una moratoria sullo sviluppo dell’agentic A.I. affinché esso non sia lasciato all’arbitrio delle Big Tech ma venga regolamentato secondo principi etici condivisi dalla comunità scientifica e dalle istituzioni.
Negli ultimi anni mi è capitato di utilizzare l'IA soprattutto in ambito scolastico ed informativo. Uno dei principali vantaggi è la velocità in cui questo sistema riesce a fornire informazioni e suggerimenti.
A volte, però, può fornire informazioni non del tutto vere. Un altro aspetto critico è l'eccessiva dipendenza che potrebbe ridurre la capacità di ragionamento autonomo.
A volte, però, può fornire informazioni non del tutto vere. Un altro aspetto critico è l'eccessiva dipendenza che potrebbe ridurre la capacità di ragionamento autonomo.
Le potenzialità sono innumerevoli ed in continuo sviluppo. Già oggi l'IA ha dimostrato di poter intervenire in innumerevoli processi produttivi migliorandone tempi, prestazioni e prodotti. La diffusione della IA generalista già di fatto è entrata (a volte anche inconsciamente da parte dello stesso ignaro utilizzatore) nella vita quotidiana delle persone integrando i principali motori di ricerca e piattaforme informatiche. Dal punto di vista tecnologiche lo sviluppo delle sue potenzilità sono condizionati da vari fattori; tra questi lo sviluppo di una tecnologia che sia in grado di gestire in modo adeguato e performante il processo lavorativo della IA fattori. Tale sviluppo è sua volta condizionato da fatto economici; grandi investimenti che favoriscano la ricerca, lo sviluppo delle tecnologie innovati ed adeguate al carcio di lavoro che la IA comporta per poter fornire risultati sempre più precisi ed in tempi sempre più rapidi
Ho utilizzato AI per le traduzioni o meglio per capire testi di lingue a me sconosciute come l'arabo o il turco. Quindi senz'altro utile per capire il senso e il contesto, ma non certo proponibile come risultato finale, in quanto restano errori lessicali e sintattici. Molto bene direi per testi scientifici o perlomeno non letterari, dove le pecche emergono molto chiaramente. Come per tutti gli strumenti credo che possa essere buona o cattiva, a seconda dell'uso che se ne vuole fare. Comunque resta il problema di una visione "occidentale" del mondo, frutto appunto da chi ha proposto gli input, e ciò non è democratico. Infine per i più giovani, l'uso di AI può significare senz'altro un modo più veloce di apprendere, ma anche più superficiale, perché manca un approfondimento personale e ci si basa sulla fruibilità immediata della risposta a un quesito.