Più un conflitto degenera, più si riduce lo spazio d’azione per intervenire al fine di risolverlo in modo costruttivo.
Nei conflitti di intensità moderata (stadio 1-3 del modello di Glasl), vi è la speranza che possa esistere una soluzione di mutuo beneficio. Prevale la cooperazione sullo scontro e rimane in primo piano l’insieme dei problemi concreti che dividono le parti, le contraddizioni oggettive. In questa fase il conflitto è ancora risolvibile dalle parti coinvolte, senza necessariamente chiedere aiuto all’esterno.
In un momento intermedio dell’escalation (stadio 4-6), le parti hanno perso la fiducia nella possibilità del dialogo e rafforzano la percezione del carattere negativo dell’altro, della necessità di una contrapposizione.
Prendono il sopravvento logiche, comportamenti e dinamiche psicologiche tipiche dello scontro verbale. In questa fase si ritiene che le posizioni delle due parti siano ormai talmente rafforzate che difficilmente possano trovare una soluzione da sole; per cui in questo caso generalmente si consiglia una mediazione con una figura esterna.
Infine, ai livelli più elevati di escalation (stadio 7-9), può subentrare la logica dello scontro aperto con l’uso di coercizione, aggressione e violenza. Qualora un conflitto arrivi a questo livello di escalation è in pratica impossibile che si giunga ad una soluzione soddisfacente per tutte le parti coinvolte.