Ecco alcuni esempi di possibili risposte che dimostrano l'adozione di un approccio empatico.


1. Perché interviene sempre nei progetti? Non si fida di me? Perché deve controllare sempre il mio operato?

Se ho capito bene, lei crede che io non mi fidi di lei e per questo motivo la stia controllando eccessivamente?


2. Da noi funziona solo l’amministrazione. Chi lavora seriamente emerge dalla massa.

Se l’ho capito bene, lei è dell’idea che i nostri processi siano troppo focalizzati sull’amministrazione? 


3. Se avesse chiesto a me, questo non sarebbe successo! Ma tanto, chi mi chiede qualcosa qui dentro...?!?!

In quello che dice sento il suo bisogno di essere coinvolto di più nei processi decisionali, è corretto? 


4.  Forse per lei non è chiaro quanto lavoro c’è in questo progetto. Forse è difficile immaginarsi quanto sia stato impegnativo, soprattutto per chi era occupato a far altro. 

E’ corretto, io non ero coinvolto attivamente in questo progetto e perciò non ho una visione precisa sul carico lavorativo. Lei si auspica un maggiore riconoscimento del suo impegno in questo progetto?


5. Qui dentro nessuno ha mai tempo. Nessuno ti spiega qualcosa, ma guai se poi le cose non funzionano.

Lei mi sta dicendo che avrebbe bisogno di un maggiore affiancamento al fine di evitare errori?


6. È stato proprio in linea con i nostri processi comunicativi... Sarebbe stato bello se fossi stato informato di persona, ma qui nessuno lo ritiene necessario. 

Lei vorrebbe essere più informato e più coinvolto?


7. Lei è sempre in giro e non ha mai tempo per me. Ci sono sempre delle cose più importanti e più urgenti da fare. 

Quindi lei sta reclamando più tempo da parte mia? Se ho capito bene lei ha la sensazione che io non ponga sufficiente attenzione alla sua attività?