Week 2 - Difficoltà
Le classi numerose sono molto spesso classi eterogenee: per background, grado di preparazione, tensione verso la collaborazione. Maggiore è il numero degli studenti, maggiore il rischio che il docente cerchi una scorciatoia utile più a sé stesso (ad esempio, mettere studenti che hanno l'italiano come L2 e sono di origini arabe nello stesso gruppo, per facilitarne la comunicazione ed alleggerire il proprio carico lavorativo). Nei gruppi, invece, le differenze sono un valore da promuovere, nonostante questo comporti un maggior carico di impegno.
Ritengo la scelta dello stimolo iniziale l'elemento critico in quanto attiva la "scintilla" della curiosità e della motivazione. Una strategia può essere quella di partire da una situazione concreta che deve essere "sfidante" per lo studente, un problema che metta in relazione più elementi transdisciplinari...un enigma....(?)
la domanda iniziale è fondamentale, da lì scaturisce il dialogo
Ho sempre trovato difficile, nella mia esperienza come studentessa ma anche come facilitatrice, individuare ed esporre criteri oggettivi di valutazione delle attività di ricerca. Una parte dell'attività può certamente essere valutata attraverso criteri più o meno oggettivi (es. restituzione dei contenuti, chiarezza, rispetto della consegna) ma altri punti mi rimangono esempre oscuri (es. impegno, soprattutto in modalità asincrona, esposizione, divisione del lavoro, apprendimento individuale). Da studentessa, molte volte sono rimasta insoddisfatta rispetto alla restituzione in termini di valutazione da parte del/la docente. Forse il problema è anche che spesso è il/la docente stessa a non dedicare abbastanza attenzione a questo step e dunque a non essere oggettiv* nel momento della restituzione perchè manca di coordinate...
Il problema è coinvolgere tutti; sicuramente gli stimoli iniziali sono fondamentali, ma occorre che siano rimossi a priori i problemi che possono essere di ostacolo ala partecipazione, cosa non sempre facile data la complessità dei gruppi classe
Rispetto al coinvolgimento porto la mia esperienza di quando ero studentessa universitaria. C'erano docenti che coinvolgevano gli studenti ponendo delle domande nel corso della lezione ma poi le persone più introverse tendevano ad evitare di parlare e chi si faceva coinvolgere dal professore erano quelli che non erano particolarmente timidi o erano avvezzi a parlare in pubblico. Credo che la situazione sia la stessa anche oggi: ci possono essere studenti che non si sentono a loro agio a dover dire la loro davanti agli altri o che temono di dire una sciocchezza per cui forse la soluzione potrebbe essere quella di suddividere la classe in piccoli gruppi di discussione all'interno dei quali il docente si può inserire oppure no, promuovendo uno scambio tra pari che agevoli lo scambio di opinioni e di conoscenze.