Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_31 -
Number of replies: 15
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_970 -
Professionalmente mi occupo di formazione al lavoro e sul lavoro. Più frequentemente, i destinatari delle mie azioni sono persone adulte che incontro in una fase delicata della propria vita perché si ritrovano in stato di non occupazione e vogliono acquisire nuove competenze per migliorare la propria occupabilità (reskilling). Non di rado, si tratta di donne che vogliono rientrare nel mondo del lavoro a seguito di una maternità o di un periodo in cui si sono prese cura della crescita dei figli o della famiglia.
Comunque, a prescindere dalle traiettorie delle storie personali che hanno portato la persona a intraprendere il percorso formativo, le destinatarie e i destinatari attraversano un passaggio destrutturante in cui potrebbero mettere in discussione più aspetti della propria vita.
Ecco che, docenti, tutor e il personale dell'organizzazione del corso deve essere impegnata in un'azione di scaffolding per consentire il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi.
Anche gli ambienti devono essere pensati per favorire le attività d'aula e la strumentazione deve essere pensata per essere inclusiva secondo i principi dell'Universal design learning.
Correttamente, si parla di «processo che porta ai risultati di apprendimento» e tale processo non coincide unicamente con la fase d'aula, ma nel suo intero ciclo di progetto.
Comunque, a prescindere dalle traiettorie delle storie personali che hanno portato la persona a intraprendere il percorso formativo, le destinatarie e i destinatari attraversano un passaggio destrutturante in cui potrebbero mettere in discussione più aspetti della propria vita.
Ecco che, docenti, tutor e il personale dell'organizzazione del corso deve essere impegnata in un'azione di scaffolding per consentire il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi.
Anche gli ambienti devono essere pensati per favorire le attività d'aula e la strumentazione deve essere pensata per essere inclusiva secondo i principi dell'Universal design learning.
Correttamente, si parla di «processo che porta ai risultati di apprendimento» e tale processo non coincide unicamente con la fase d'aula, ma nel suo intero ciclo di progetto.
In reply to Anonimo Utente_970
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_23654 -
Mi ritrovo nella tua esperienza di formazione di adulti, in fase di transizione professionale. I partecipanti delle nostre formazioni lavorano in gruppo, dimensione che viene attivata e di regola apprezzata come ulteriore strumento di "ibridazione" attraverso le esperienze e i vissuti di persone nella stessa situazione. Dopo un forzato periodo di spostamento delle attività online durante il quale andava persa la dimensione di gruppo, stiamo lavorando principalmente in presenza, non so se è anche la tua esperienza.
Mi piacerebbe da questa formazione trarre spunti per attivare la collaborazione anche in modalità a distanza per sfruttare il vantaggio logistico e temporale della formazione a distanza.
Mi piacerebbe da questa formazione trarre spunti per attivare la collaborazione anche in modalità a distanza per sfruttare il vantaggio logistico e temporale della formazione a distanza.
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_3780 -
Principalmente mi sono ritrovato a condurre e vivere esperienze formative ribaltate rispetto alla proposizione iniziale, in una condizione di assenza d'aula. Mi spiego meglio. Da tanti anni mi occupo di permacultura, un framework progettuale di ecologia applicata agli ambienti antropici. Il paradigma evidente è sempre stato - anche per l'impostazione data da uno dei due fondatori - la centralità dell'esperienza e il rifiuto della didattica. Andando avanti nel tempo, studiando e approfondendo sempre più, mi sono ritrovato prima ad avere la necessità di ribaltare il paradigma stesso, poi a voler elaborare la fusione dei due. In realtà, nella permacultura l'atto creativo è centrale. Ho bisogno di capire come rendere effettiva, imparando, la bisociazione in questo contesto, focalizzandomi sulla progettazione dell'azione dell'apprendimento. Quello che ho visto, parzialmente, è che la "bisociazione", mi permetto di usare il termine, nel contesto che ho vissuto è quasi sempre centrata sul formatore, come figura carismatica e non sul processo. Quindi non è bisociazione, lo so, è narcisismo, spesso. Per offrire l'opportunità a molti di cambiare i loro paradigmi forse bisogna mettersi a servizio, attraverso le proprie conoscenze, abilità e competenze. In questo momento la mia sensazione è di stare imparando. Grazie.
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_8278 -
gli aspetti che compongono tale processo di apprendimento, oltre al mero contenuto, riguardano gli spazi di apprendimento, i momenti che possono esservi dedicati, le relazioni che si creano, le tecnologie che si utilizzano, le tecniche e i metodi che scegliamo di ibridare.
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_8684 -
pensare il processo di apprendimento in modo "ibrido" significa mappare, osservare, conoscere, utilizzare, rendere feconda una rete che si fa molto più ampia che in passato, si arricchisce di nodi, di canali e contenuti. Diventa più ampio il basket di possibilità del formatore che disegna il processo formativo nella sua interezza, che gli richiede maggiori capacità di gestire a complessità e competenze nel non perdere l'orientamento rimanendo saldo sugli obiettivi e risultati di apprendimento attesi. I processi di apprendimento ibridi richiedono molta competenza nel formatore, c'è molto da imparare , c'è una nuova postura da intraprendere.
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_9871 -
a prima vista, mi sembra che la possibilità di superare i vincoli della didattica tradizionale ampliando l'orizzonte verso anytime/anywhere permetta di concentrare maggiore attenzione alla personalizzazione e individualizzazione dei processi di insegnamento-apprendimento. Il vantaggio principale potrebbe essere aumentare la possibilità del successo formativo per un numero più ampio di persone in formazione.
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_10231 -
Insegno alle superiori: spesso l’ostacolo più grande che incontro è la poca volontà degli studenti al voler apprendere. Mi risulta difficile fornire corsi di qualità a studenti che non mettono intenzionalità nell’apprendere. La policy scolastica infine è incentrata ancora sul qui ed ora.
In reply to Anonimo Utente_10231
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_22209 -
Anche io insegno alle superiori, ance se, attualmente, mi trovo in distacco in un'università, nella funzione di tutor coordinatore ai percorsi abilitanti. A scuola, purtroppo, non si può parlare di apprendimento ibrido, mentre in università è tutto incentrato su questo, vista la distanza della maggior parte dei tirocinanti. Cerchiamo di organizzare la maggior parte degli "eventi di apprendimento" da remoto e in sincrono. Anche se, da questo ciclo, abbiamo anche predisposto dei seminari di recupero in asincrono. Questo MOOC mi sta aiutando moltissimo nella progettazione delle attività e sono davvero entusiasta della qualità.
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_10307 -
l'ecosistema deve essere progettato per essere accessibile, sia rispetto agli aspetti fisici, digitali o a superamento di proprie modalità di apprendimento.
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_7777 -
Credo che l'ecosistema ibrido possa avere il vantaggio di poter progettare spazi di apprendimento maggiormente inclusivi, accessibili (penso anche solo all'introduzione del concetto di "tag alt" nei MOOC) e personalizzabili che possano aiutare ciascun individuo a trovare gli strumenti più congeniali e sostenibili per il suo processo trasformativo di apprendimento, senza dover tenere troppo conto delle richieste avanzate dall'esterno e che troppo spesso portano docenti e studenti a imparare in maniera meccanica attraverso un'educazione prettamente (per non dire esclusivamente) bancaria
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_20968 -
In un contesto ibrido è possibile venire incontro alle necessità formative e non di tutt*. Rappresenta a mio parere il primo passo verso la sostenibilità, non solo a livello prettamente di contenuto, ma soprattutto per permettere diversi modi di fare didattica. Per esempio per uno studente pendolare che non può presenziare a lezione è un'ottima risorsa la possibilità di fruire di un percorso educativo che possegga le qualità dello smart learning.
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_24956 -
Il primo aspetto è secondo me pedagogico, occorre riscrivere le "regole" di approccio, In questo senso penso che la prospettiva dello SLD possa cambiare il lavoro del docente, nell'Università, ma anche nelle scuole dove si iniziano a ridisegnare gli spazi i tempi e le modalità di apprendimento
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_24492 -
Secondo me questo tipo di processo dovrebbe essere regolato da due principali parametri e cioè la flessibilità e la modificabilità. Nella pratica didattica legata all'insegnamento penso ad esempio che il modello attuale di piani di studio disciplinari risulti quanto mai inadeguato e dovrebbe quindi essere ripensato per aderire adeguato all'apprendimento ibrido.
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_21652 -
Partendo dall’affermazione proposta, a mio avviso lo Smart Learning apre a una visione estesa e integrata del processo didattico, dove i confini dell’aula fisica si dissolvono in favore di un ecosistema educativo fluido e connesso. In un contesto ibrido, non si parla più solo di “lezione”, ma di una sequenza intenzionale di esperienze che accompagnano il discente lungo tutto il percorso formativo.
In reply to Anonimo Utente_31
Ri: Week 1 - Il processo di insegnamento-apprendimento "ibrido"
by Anonimo Utente_33690 -
Penso che la situazione provocata dalla pandemia abbia segnato un punto di non ritorno rispetto a numerose dinamiche, incluso l'apprendimento in contesti scolastici e universitari. Le crisi, ci viene insegnato, devono essere trasformate in opportunità e il ripensamento repentino che ci è stato richiesto penso appunto che debba essere considerato come tale. Tanti sono i motivi che possono valorizzare questa modalità e i partecipanti a questo forum ne hanno citati alcuni.
Leggiamo ogni giorno che dobbiamo prepararci all'inverno demografico e questo comporterà un calo di iscrizioni da parte delle cosiddette matricole tradizionali con un impatto forte sugli atenei. Si dovrà quindi indirizzare l'offerta formativa verso un'utenza diversificata: studenti internazionali, adulti lavoratori, persone che hanno necessità di aggiornare le proprie competenze per stare al passo con ciò che il mercato del lavoro richiede loro o per avanzamenti di carriera. Questa nuova platea richiederà per forza una didattica differente da quella erogata in aula in presenza. Anzi, la sta già richiedendo, basti vedere l'incremento di iscrizioni registrato dalle università telematiche.
Quanto a come erogare la didattica, sicuramente sarà opportuno introdurre metodi di "active learning" mirati ad un maggior coinvolgimento da parte degli studenti e al potenziamento di quelle soft skills che tanto spesso si sentono menzionare da chi si occupa di gestione di Risorse Umane.
La grande sfida sarà, (anzi in parte è già così) in quella di introdurre e disseminare negli atenei (parlo del mio contesto lavorativo perché non conosco la Scuola) un cambiamento culturale forte che miri a collocare la didattica al centro di molte riflessioni tra pari in stretta sinergia con la ricerca e la terza missione.
Leggiamo ogni giorno che dobbiamo prepararci all'inverno demografico e questo comporterà un calo di iscrizioni da parte delle cosiddette matricole tradizionali con un impatto forte sugli atenei. Si dovrà quindi indirizzare l'offerta formativa verso un'utenza diversificata: studenti internazionali, adulti lavoratori, persone che hanno necessità di aggiornare le proprie competenze per stare al passo con ciò che il mercato del lavoro richiede loro o per avanzamenti di carriera. Questa nuova platea richiederà per forza una didattica differente da quella erogata in aula in presenza. Anzi, la sta già richiedendo, basti vedere l'incremento di iscrizioni registrato dalle università telematiche.
Quanto a come erogare la didattica, sicuramente sarà opportuno introdurre metodi di "active learning" mirati ad un maggior coinvolgimento da parte degli studenti e al potenziamento di quelle soft skills che tanto spesso si sentono menzionare da chi si occupa di gestione di Risorse Umane.
La grande sfida sarà, (anzi in parte è già così) in quella di introdurre e disseminare negli atenei (parlo del mio contesto lavorativo perché non conosco la Scuola) un cambiamento culturale forte che miri a collocare la didattica al centro di molte riflessioni tra pari in stretta sinergia con la ricerca e la terza missione.