Penso che la situazione provocata dalla pandemia abbia segnato un punto di non ritorno rispetto a numerose dinamiche, incluso l'apprendimento in contesti scolastici e universitari. Le crisi, ci viene insegnato, devono essere trasformate in opportunità e il ripensamento repentino che ci è stato richiesto penso appunto che debba essere considerato come tale. Tanti sono i motivi che possono valorizzare questa modalità e i partecipanti a questo forum ne hanno citati alcuni.
Leggiamo ogni giorno che dobbiamo prepararci all'inverno demografico e questo comporterà un calo di iscrizioni da parte delle cosiddette matricole tradizionali con un impatto forte sugli atenei. Si dovrà quindi indirizzare l'offerta formativa verso un'utenza diversificata: studenti internazionali, adulti lavoratori, persone che hanno necessità di aggiornare le proprie competenze per stare al passo con ciò che il mercato del lavoro richiede loro o per avanzamenti di carriera. Questa nuova platea richiederà per forza una didattica differente da quella erogata in aula in presenza. Anzi, la sta già richiedendo, basti vedere l'incremento di iscrizioni registrato dalle università telematiche.
Quanto a come erogare la didattica, sicuramente sarà opportuno introdurre metodi di "active learning" mirati ad un maggior coinvolgimento da parte degli studenti e al potenziamento di quelle soft skills che tanto spesso si sentono menzionare da chi si occupa di gestione di Risorse Umane.
La grande sfida sarà, (anzi in parte è già così) in quella di introdurre e disseminare negli atenei (parlo del mio contesto lavorativo perché non conosco la Scuola) un cambiamento culturale forte che miri a collocare la didattica al centro di molte riflessioni tra pari in stretta sinergia con la ricerca e la terza missione.
Leggiamo ogni giorno che dobbiamo prepararci all'inverno demografico e questo comporterà un calo di iscrizioni da parte delle cosiddette matricole tradizionali con un impatto forte sugli atenei. Si dovrà quindi indirizzare l'offerta formativa verso un'utenza diversificata: studenti internazionali, adulti lavoratori, persone che hanno necessità di aggiornare le proprie competenze per stare al passo con ciò che il mercato del lavoro richiede loro o per avanzamenti di carriera. Questa nuova platea richiederà per forza una didattica differente da quella erogata in aula in presenza. Anzi, la sta già richiedendo, basti vedere l'incremento di iscrizioni registrato dalle università telematiche.
Quanto a come erogare la didattica, sicuramente sarà opportuno introdurre metodi di "active learning" mirati ad un maggior coinvolgimento da parte degli studenti e al potenziamento di quelle soft skills che tanto spesso si sentono menzionare da chi si occupa di gestione di Risorse Umane.
La grande sfida sarà, (anzi in parte è già così) in quella di introdurre e disseminare negli atenei (parlo del mio contesto lavorativo perché non conosco la Scuola) un cambiamento culturale forte che miri a collocare la didattica al centro di molte riflessioni tra pari in stretta sinergia con la ricerca e la terza missione.