Utilizzo della banda larga
Non tutti hanno la possibilità di acquistare un desktop o tablet che possa essere connesso con la banda larga, anche per via della veloce obsolescenza dei software.
Inoltre anche se fossimo in grado di poter comprare hardware efficiente spesso la banda larga non è disponibile poiché costa troppo cablare oppure altre tecnologie sono inefficienti.
Per conformazione del territorio influisce in modo determinante sullo sviluppo e la diffusione delle tecnologie digitali.
I principali disuguaglianze sono date dal fatto che ci può usufruire di tecnologie elevate é avvantaggiato. Mi spiego. Bando pubblico per concessione di contributi con domanda da presentare in click day: coloro che operano in città dove vi è una rete veloce sono avvantaggiati rispetto a coloro che inviano domande avvalendosi di linee dati non veloci. Durante il periodo Covid si è palesato questo problema in modo chiaro e lampante, così come l’utilizzo di bot automatici..
Non tutti hanno la possibilità di acquistare un desktop o tablet che possa essere connesso con la banda larga, anche per via della veloce obsolescenza dei software.
Inoltre anche se fossimo in grado di poter comprare hardware efficiente spesso la banda larga non è disponibile poiché costa troppo cablare oppure altre tecnologie sono inefficienti.
Per conformazione del territorio influisce in modo determinante sullo sviluppo e la diffusione delle tecnologie digitali.
I principali disuguaglianze sono date dal fatto che ci può usufruire di tecnologie elevate é avvantaggiato. Mi spiego. Bando pubblico per concessione di contributi con domanda da presentare in click day: coloro che operano in città dove vi è una rete veloce sono avvantaggiati rispetto a coloro che inviano domande avvalendosi di linee dati non veloci. Durante il periodo Covid si è palesato questo problema in modo chiaro e lampante, così come l’utilizzo di bot automatici..
e anche laddove il privato potesse dotarsi di sistemi completamente al top, non è detto che inefficienze a monte del sistema e da lui non controllabili rendano il suo vantaggio (che avrebbe "di diritto" se consideriamo l'investimento) pari a zero. Un errore del sistema a monte può rendere vana la domanda in click day anche se inviata con le tecnologie più avanzate...
Le tecnologie dei servizi pubblici online (SPID, app sanitarie, home banking) possono escludere anziani e persone a basso reddito.
Il primo livello del divario digitale riguarda l’accesso: mancano dispositivi adeguati o connessioni internet stabili.
Il secondo livello riguarda le competenze: difficoltà nell’uso di app, password e procedure digitali.
Il terzo livello riguarda i benefici: anche con accesso e competenze minime, non si riesce a ottenere reali vantaggi (servizi, risparmi, diritti).
Il primo livello del divario digitale riguarda l’accesso: mancano dispositivi adeguati o connessioni internet stabili.
Il secondo livello riguarda le competenze: difficoltà nell’uso di app, password e procedure digitali.
Il terzo livello riguarda i benefici: anche con accesso e competenze minime, non si riesce a ottenere reali vantaggi (servizi, risparmi, diritti).
Hai ragione, i disagi che le tecnologie nei serivizi pubblici recano a determinate categorie di persone sono molteplici e soprattutto in diversi aspetti.
Hai colto un punto fondamentale: la disponibilità e qualità della banda larga determina fortemente chi può davvero beneficiare delle tecnologie digitali, creando disuguaglianze tra territori e tra cittadini, come si è visto durante il Covid e nei sistemi di accesso rapido ai contributi.
Il tuo esempio evidenzia chiaramente il divario digitale legato all’infrastruttura di rete e all’accesso all’hardware. Chi ha a disposizione una banda larga veloce e dispositivi aggiornati è avvantaggiato nell’accesso a servizi digitali, opportunità di lavoro o contributi pubblici, mentre chi si trova in aree rurali o con connessioni lente subisce svantaggi concreti. Il caso del “click day” e dell’uso di bot durante il Covid mostra come queste disuguaglianze non siano teoriche, ma si traducano in opportunità perse e discriminazioni indirette. In sintesi, la diffusione della banda larga è un fattore chiave per l’equità digitale.
Vero che la capacità di spesa e il livello culturale influiscono sull'utilizzo del digitale, ma con alcune precisazioni. Se i dispositivi di fascia alta sono effettivamente di appannaggio delle fasce più abbienti, le tecnologie nella configurazione più basica sono generalmente alla portata di tutti (certo con i dovuti sacrifici che bisogna purtroppo tollerare in questa difficile fase storica). Quanto al livello culturale, questo è un problema legato ai settori della cultura personale; io e i miei colleghi credo possiamo essere definiti di cultura medio alta, ma senza una formazione specifica, almeno a livello personale, avverto una forte limitazione nella conoscenza e nella comprensione delle tecnologie oggi disponibili. Penso sia un trend generale se si considera che le lauree STEM (se guardiamo quindi alle fasce culturali più elevate) sono una percentuale minoritaria rispetto a quelle di stampo umanistico.
Un esempio forte di divario digitale è questo corso, e la formazione in genere.
La tecnologia oggi ci permette di formarci in ogni materia conosciuta, e questo può portare, chi ne "approfitta", a migliorare ulteriormente la sua situazione sociale, trovando lavori ben retribuiti, risolvendo problemi che lo assillano ecc.
Naturalmente questo è più difficile maggiore è il divario digitale di primo livello, in quanto chi ha un proprio device, e una connessione continua più accedervi in ogni momento, diversamente da chi non ha una rete stabile o addirittura è sprovvisto di device.
Anche le competenze sono essenziali, sempre prendendo questo corso come esempio, l'accesso con lo SPID, potrebbe rappresentare un ostacolo, e quindi un divario digitale di secondo livello. Altro esempio che porta divario può essere dettato dalla capacità di strumenti di intelligenza artificiale come la traduzione, o la ricerca di fonti e riepiloghi.
A corollario di tutto, il divario digitale di terzo livello è uno scoglio rilevante, in quanto non tutti hanno la capacità di comprendere l'opportunità dei nuovi strumenti digitali, e quindi, tornando al nostro esempio della formazione digitale, non sono in grado di cogliere le opportunità che di tale strumento
La tecnologia oggi ci permette di formarci in ogni materia conosciuta, e questo può portare, chi ne "approfitta", a migliorare ulteriormente la sua situazione sociale, trovando lavori ben retribuiti, risolvendo problemi che lo assillano ecc.
Naturalmente questo è più difficile maggiore è il divario digitale di primo livello, in quanto chi ha un proprio device, e una connessione continua più accedervi in ogni momento, diversamente da chi non ha una rete stabile o addirittura è sprovvisto di device.
Anche le competenze sono essenziali, sempre prendendo questo corso come esempio, l'accesso con lo SPID, potrebbe rappresentare un ostacolo, e quindi un divario digitale di secondo livello. Altro esempio che porta divario può essere dettato dalla capacità di strumenti di intelligenza artificiale come la traduzione, o la ricerca di fonti e riepiloghi.
A corollario di tutto, il divario digitale di terzo livello è uno scoglio rilevante, in quanto non tutti hanno la capacità di comprendere l'opportunità dei nuovi strumenti digitali, e quindi, tornando al nostro esempio della formazione digitale, non sono in grado di cogliere le opportunità che di tale strumento
Credo che il divario digitale a lungo andare possa portare grandi difficolta alle società non industrializzate o poco industrializzate, che dovrebbero tramite incentivi cercare di creare nuove opportunità anche per coloro che hanno difficoltà (non dsolo economiche)
Sono perfettamente d'accordo.
E' un ottimo esempio il tema anziani e accesso ai servizi sanitari
Tecnologie coinvolte:
Portali sanitari online (es. Fascicolo Sanitario Elettronico),App per prenotazioni mediche o ricette digitali,
Telemedicina e videoconsulti,SPID o CIE per l’accesso ai servizi pubblici digitali
Gruppo svantaggiato:Persone anziane, soprattutto over 70, spesso con bassa alfabetizzazione digitale, in particolare in zone rurali o periferiche.
Perché si verifica l’esclusione:
molte persone anziane non sanno usare computer o smartphone in modo autonomo, spesso non hanno tablet o smartphone recenti, o non sanno aggiornarli, hanno difficoltà di accesso a internet e i portali sanitari o app non sono pensati per utenti poco esperti o con difficoltà visive/motorie, nonchè il timore di sbagliare o essere truffati.
Ciò rende impossibile prenotare visite o accedere alla propria documentazione sanitaria in autonomia, dovendo dipendere da familiari o conoscenti rischiando di perdere servizi e salute
Tecnologie coinvolte:
Portali sanitari online (es. Fascicolo Sanitario Elettronico),App per prenotazioni mediche o ricette digitali,
Telemedicina e videoconsulti,SPID o CIE per l’accesso ai servizi pubblici digitali
Gruppo svantaggiato:Persone anziane, soprattutto over 70, spesso con bassa alfabetizzazione digitale, in particolare in zone rurali o periferiche.
Perché si verifica l’esclusione:
molte persone anziane non sanno usare computer o smartphone in modo autonomo, spesso non hanno tablet o smartphone recenti, o non sanno aggiornarli, hanno difficoltà di accesso a internet e i portali sanitari o app non sono pensati per utenti poco esperti o con difficoltà visive/motorie, nonchè il timore di sbagliare o essere truffati.
Ciò rende impossibile prenotare visite o accedere alla propria documentazione sanitaria in autonomia, dovendo dipendere da familiari o conoscenti rischiando di perdere servizi e salute
A mio parere, un tema cruciale nella nostra società è quello della "cultura del digitale", che interseca e riguarda tutti e tre i livelli di divario digitale. Accanto ai soggetti in una condizione socioeconomica precaria, che non possono dunque permettersi di acquistare i device, esistono soggetti che decidono di non dotarsene in quanto non li ritengono necessari per la loro vita quotidiana.
Pensiamo ad esempio agli anziani, i quali non solo hanno maggiori difficoltà nell'utilizzo di questi nuovi strumenti, ma spesso decidono di non volerli utilizzare in quanto li considerano superficiali, inutili e spesso attribuiscono loro un'accezione negativa.
Dunque, un'assenza o un'errata conoscenza dei vantaggi nell'utilizzo della tecnologia può essere la causa stessa del divario di primo livello. Certamente, l'assenza di "cultura" in questo senso comporta poi un utilizzo errato o solo parziale della tecnologia, anche da parte di chi la possiede. Quando questo accade, è normale che i benefici sostanziali interessino solo quei soggetti che non solo possiedono i dispositivi, ma che li conoscono e sanno utilizzarli in modo corretto: il divario di terzo livello, quindi, si può presentare tra colleghi di una stessa azienda, tra compagni di classe o tra familiari.
Pensiamo ad esempio agli anziani, i quali non solo hanno maggiori difficoltà nell'utilizzo di questi nuovi strumenti, ma spesso decidono di non volerli utilizzare in quanto li considerano superficiali, inutili e spesso attribuiscono loro un'accezione negativa.
Dunque, un'assenza o un'errata conoscenza dei vantaggi nell'utilizzo della tecnologia può essere la causa stessa del divario di primo livello. Certamente, l'assenza di "cultura" in questo senso comporta poi un utilizzo errato o solo parziale della tecnologia, anche da parte di chi la possiede. Quando questo accade, è normale che i benefici sostanziali interessino solo quei soggetti che non solo possiedono i dispositivi, ma che li conoscono e sanno utilizzarli in modo corretto: il divario di terzo livello, quindi, si può presentare tra colleghi di una stessa azienda, tra compagni di classe o tra familiari.
Per quanto riguarda la digitalizzazione non è da escludere la problematica dell’evidente mancanza di equità tra individui.
Gli anziani o coloro che hanno meno possibilità economiche vengono quasi “dimenticati” dal velocissimo fenomeno della digitalizzazione.
-Anziani perché non essendo mai stati abituati ad utilizzare apparecchi elettronici, non hanno basi e capacità per imparare la grande mole di nozioni, in continua espansione, necessaria per introdurre la digitalizzazione nella loro quotidianità.
Indubbiamente ogni persona è a sé e chi è più propenso all’informatica avrà meno problemi ma chi invece fa fatica, dovrà delegare la gestione della propria quotidianità ai figli (prenotazione online di visite mediche, accesso ai propri dati sanitari ed economici, SPID etc…), e chi è solo si troverà sempre un passo indietro rispetto agli altri.
Gli anziani o coloro che hanno meno possibilità economiche vengono quasi “dimenticati” dal velocissimo fenomeno della digitalizzazione.
-Anziani perché non essendo mai stati abituati ad utilizzare apparecchi elettronici, non hanno basi e capacità per imparare la grande mole di nozioni, in continua espansione, necessaria per introdurre la digitalizzazione nella loro quotidianità.
Indubbiamente ogni persona è a sé e chi è più propenso all’informatica avrà meno problemi ma chi invece fa fatica, dovrà delegare la gestione della propria quotidianità ai figli (prenotazione online di visite mediche, accesso ai propri dati sanitari ed economici, SPID etc…), e chi è solo si troverà sempre un passo indietro rispetto agli altri.
-Chi invece si trova in condizioni economiche delicate, visti gli alti prezzi di mercato, non ha la possibilità di acquistare apparecchi elettronici, senza i quali molti di noi non riuscirebbero a lavorare, emettere pagamenti e vivere senza!
nella società odierna la connessione ad internet rappresenta uno strumento indispensabile per svolgere molte attività, tuttavia non tutti hanno le capacità o le possibilità di poterlo fare.
tra i soggetti che più faticano a connettersi troviamo gli anziani e i soggetti in situazioni economiche svantaggiate.
gli anziani, non essendo abituati a convivere con computer e telefoni restano esclusi da molti servizi accessibili solo in formato digitale , parallelamente troviamo le famiglie con basse disponibilità finanziarie, loro a differenza degli anziani si trovano nelle condizioni di non poter acquistare dispositivi moderni con la conseguenza di non poter accedere a percorsi educativi oppure ad opportunità lavorative (aumentando il divario sociale).
tra i soggetti che più faticano a connettersi troviamo gli anziani e i soggetti in situazioni economiche svantaggiate.
gli anziani, non essendo abituati a convivere con computer e telefoni restano esclusi da molti servizi accessibili solo in formato digitale , parallelamente troviamo le famiglie con basse disponibilità finanziarie, loro a differenza degli anziani si trovano nelle condizioni di non poter acquistare dispositivi moderni con la conseguenza di non poter accedere a percorsi educativi oppure ad opportunità lavorative (aumentando il divario sociale).
Se penso alle nuove e giovani generazioni, sicuramente queste avranno maggiori competenze digitali dovute all'uso precoce di device ed alla loro possibilità di utilizzo a scuola. Di fronte a questa opprtunità c'è invece il riscontro di un abuso del loro utilizzo e di conseguenza a tutte le problematiche relative alle false identità, alle false informazioni, a scopi che non siano legali ed alla tutela della privacy.
Assolutamente, è necessario che vengano promulgate leggi che tutelino la persona giuridica e fisica anche nella sfera digitale, anche perchè diventa sempre più fondamentale nella nostra vita e il rischio di ledere la dignità, l'onore e l'integrità di un individuo diventa sempre più concreto e pericoloso.
Concordo sulle maggiori competenze digitali delle nuove generazioni anche per via dell'implementazione di corsi specifici nelle scuole di ogni grado (a partire dalle prime LIM, già presenti nelle aule da oltre un decennio). Mi trovo d'accordo anche sull'aggettivo "precoce" che hai usato. In effetti è sempre più comune vedere bambini sovraesposti e sovrastimolati all'uso di apparecchi elettronici già da giovanissimi, che si riflette in certi casi in iperattività e in casi documentati di una generazione adolescenziale che non è in grado di concentrarsi per più di 10 minuti consecutivi nella lettura di un testo (vedi "doom scrolling").
la cultura del digitale deve essere alla portata di tutti dai bambini che ci si approcciano la prima volta, agli anziani che sono obbligati ad utilizzarla per accedere ai servizi sanitari. Ma soprattutto deve essere fatta un’adeguata formazione per non incappare nei malintenzionati
In Italia, in quanto paese vittima di decrescita e in cui ci sono sempre più anziani rispetto ai nuovi nati, la fascia più a rischio di analfabetismo digitale, oltre alle categorie di persone a basso reddito, è sicuramente quella della terza età vittima del divario digitale su tutti e tre i livelli.
Chi è nato prima della rivoluzione digitale, non ha avuto la possibilità di prendere confidenza con gli strumenti digitali né a scuola, né sul lavoro e, per pregiudizi negativi o per mancanza di volontà ad imparare, oltre alla mancanza di un accesso gratuito alla tecnologia, non ha la possibilità di entrarvi in contatto divenendo vittima del divario sia di I che di II livello.
L'analfabetismo digitale conduce al terzo livello di disuguaglianza, che porta gli anziani a diventare vittime di raggiri, a trovarsi in difficoltà nell'affrontare l'apparato burocratico delle istituzioni, sempre più convertite al digitale e a peggiorare la loro qualità di vita in quanto maturano un sentimento di inadeguatezza.
Gli strumenti coinvolti sono soprattutto i cellulari.
Sempre più spesso si vede necessario essere in possesso di uno smartphone che possa accedere a internet per utilizzare le applicazioni della pubblica amministrazione o, anche più semplicemente, controllare gli orari dell'autobus.
Alle fermate infatti, in sostituzione alle tabelle degli orari, ci sono dei QR code.
Molti anziani, soprattutto nei piccoli centri, alla mancanza di un computer, spesso mancano anche di un telefono cellulare moderno.
Al di là della fascia di reddito, il problema principale è il pregiudizio negativo verso la novità.
Molti si rifiutano di imparare partendo dal presupposto che non capirebbero e che la tecnologia sia qualcosa di negativo.
Sarebbe importante sensibilizzare questa fascia della popolazione all'uso corretto dei dispositivi elettronici, non tanto per essere al passo con i tempi, quanto come occasione di crescita personale.
Centri culturali come le biblioteche pubbliche potrebbero mettere a disposizione volontari o figure affidabili come gli assistenti sociali che possano accompagnare gratuitamente i più inesperti in un percorso di alfabetizzazione digitale e di autonomia.
Questo servizio completamente gratuito permetterebbe la formazione di cittadini più consapevoli e autosufficienti.
Chi è nato prima della rivoluzione digitale, non ha avuto la possibilità di prendere confidenza con gli strumenti digitali né a scuola, né sul lavoro e, per pregiudizi negativi o per mancanza di volontà ad imparare, oltre alla mancanza di un accesso gratuito alla tecnologia, non ha la possibilità di entrarvi in contatto divenendo vittima del divario sia di I che di II livello.
L'analfabetismo digitale conduce al terzo livello di disuguaglianza, che porta gli anziani a diventare vittime di raggiri, a trovarsi in difficoltà nell'affrontare l'apparato burocratico delle istituzioni, sempre più convertite al digitale e a peggiorare la loro qualità di vita in quanto maturano un sentimento di inadeguatezza.
Gli strumenti coinvolti sono soprattutto i cellulari.
Sempre più spesso si vede necessario essere in possesso di uno smartphone che possa accedere a internet per utilizzare le applicazioni della pubblica amministrazione o, anche più semplicemente, controllare gli orari dell'autobus.
Alle fermate infatti, in sostituzione alle tabelle degli orari, ci sono dei QR code.
Molti anziani, soprattutto nei piccoli centri, alla mancanza di un computer, spesso mancano anche di un telefono cellulare moderno.
Al di là della fascia di reddito, il problema principale è il pregiudizio negativo verso la novità.
Molti si rifiutano di imparare partendo dal presupposto che non capirebbero e che la tecnologia sia qualcosa di negativo.
Sarebbe importante sensibilizzare questa fascia della popolazione all'uso corretto dei dispositivi elettronici, non tanto per essere al passo con i tempi, quanto come occasione di crescita personale.
Centri culturali come le biblioteche pubbliche potrebbero mettere a disposizione volontari o figure affidabili come gli assistenti sociali che possano accompagnare gratuitamente i più inesperti in un percorso di alfabetizzazione digitale e di autonomia.
Questo servizio completamente gratuito permetterebbe la formazione di cittadini più consapevoli e autosufficienti.
Secondo la mia esperienza, durante la pandemia da Covid-19 si è manifestato in modo lampante un esempio di divario digitale. A causa della rapida diffusione del virus, le scuole sono rimaste chiuse per diversi mesi e si è dovuto ricorrere ad una nuova modalità d'insegnamento: la didattica a distanza. Questa nuova forma d'istruzione ha accentuato le differenze fra gli studenti. Per esempio: solitamente chi abita in città ha una copertura Wi-Fi più efficiente rispetto a chi vive in campagna. Oppure, una famiglia economicamente fragile potrebbe non avere la possibilità di acquistare un pc o un tablet, a differenza di una famiglia più abbiente che può procurarsi un pc di qualità. Questi due esempi dimostrano come possa crearsi un divario digitale nell'accesso all'istruzione persino fra due compagni di classe.
Lavoro in una cooperativa elettrica che negli anni 2000 ha realizzato una rete in fibra ottica locale FTTH per garantire accesso digitale anche nelle nostre aree interne. Un esempio concreto di lotta alla disuguaglianza digitale nata dalla cooperazione.
Guardando alla mia realtà quotidiana, mi accorgo dell’esistenza di un divario digitale tra le nuove generazioni e le persone anziane. Molti servizi sono accessibili solo online. Le riforme e gli investimenti per una p.a. digitale certamente migliorano l’efficienza e l’efficacia di molti servizi, ma c’è ancora chi rimane escluso. Per poter fruire di alcuni servizi si è obbligati a possedere specifici strumenti e competenze, diversamente si rimane esclusi. Questo tipo di divario generazionale penso si supererà nel tempo, ma oggi è un problema.
A mio parere il divario digitale è un problema sottovalutato, poichè non riguarda solamente il non avere internet ma anche il modo in cui si usa e le capacità per fare in modo che i supporti digitali portino vantaggi.
Ad esempio se facciamo riferimento ai servizi online della Pubblica Amministrazione (es.SPID, app IO o siti da cui prenotare visite mediche..), gli anziani o comunque cloro che hanno oche capacità per quanto riguarda il digitale, hanno serie difficoltà. Questa esclusione avviene a diversi livelli del divario di accesso:
- Primo livello: non tutti possiedono strumenti adatti o una connessione stabile.
- Secondo livello: molte persone non sono in grado di usare le tecnologie in modo adeguato.
- Terzo livello: anche chi possiede tutti gli strumenti e le capacità spesso si trova in difficoltà, perchè molte cose non sono spiegate nella maniera più semplice possibile.
Quindi sotto certi aspetti, il digitale al posto di diminuire le disuguaglianze, potrebbe ampliarle.
Ad esempio se facciamo riferimento ai servizi online della Pubblica Amministrazione (es.SPID, app IO o siti da cui prenotare visite mediche..), gli anziani o comunque cloro che hanno oche capacità per quanto riguarda il digitale, hanno serie difficoltà. Questa esclusione avviene a diversi livelli del divario di accesso:
- Primo livello: non tutti possiedono strumenti adatti o una connessione stabile.
- Secondo livello: molte persone non sono in grado di usare le tecnologie in modo adeguato.
- Terzo livello: anche chi possiede tutti gli strumenti e le capacità spesso si trova in difficoltà, perchè molte cose non sono spiegate nella maniera più semplice possibile.
Quindi sotto certi aspetti, il digitale al posto di diminuire le disuguaglianze, potrebbe ampliarle.
Le capacità di utilizzo delle tecnologie digitali sono diffuse con un determinato raggio di ampiezza sulla base della fascia di età che si prende in considerazione. Accade, infatti, che molte persone anziane non vogliano o non siano in grado di sfruttarle, precludendo, perciò, la possibilità di accedere ai servizi offerti. Sono degli esempi le piattaforme che richiedono lo SPID, oppure la semplice navigazione in siti per la ricerca di informazioni. Ciò genera una situazione di non equità che implica anche un supporto costante che deve essere fornito loro.
Un esempio di esclusione di gruppi di persone dai benefici delle tecnologie digitali che mi viene in mente è la teledidattica durante il periodo COVID-19. In quel periodo di punto in bianco ci siamo ritrovati a dover stare chiusi in casa senza possibilità di uscirne, e di conseguenza non tutti eravamo preparati con gli strumenti adatti per svolgere le lezioni da casa. Personalmente ho dovuto cambiare in quel periodo il mio PC, e di questi non se ne trovavano (o si trovavano a prezzi veramente esorbitanti); inoltre, non tutti i professori e/o gli studenti avevano la connessione adatta e capitava di frequente che vi fossero dei crash o problemi di banda.
Dunque mi sento di individuare due problematiche: la possibilità o impossibilità di avere gli strumenti fisici adatti, e avere la disponibilità economica, poichè i prezzi di tali strumenti erano più che raddoppiati, dunque potevano restare escluse o potevano avere maggiori problematiche persone che non si potevano permettere di acquistare queste tecnologie, le quali comunque incontravano difficoltà nell'arrivare dato il blocco quasi totale delle aziende e la chiusura totale delle attività.
Dunque mi sento di individuare due problematiche: la possibilità o impossibilità di avere gli strumenti fisici adatti, e avere la disponibilità economica, poichè i prezzi di tali strumenti erano più che raddoppiati, dunque potevano restare escluse o potevano avere maggiori problematiche persone che non si potevano permettere di acquistare queste tecnologie, le quali comunque incontravano difficoltà nell'arrivare dato il blocco quasi totale delle aziende e la chiusura totale delle attività.
Come sottolineato da molti altri, il gruppo sociale che più soffre gli effetti del divario digitale in Italia e nel mondo sono gli anziani. Questa difficoltà è aggravata dalla digitalizzazione di servizi forniti dallo stato, che richiedono SPID o CIE, portando di fatto gli anziani a rinunciare a benefici e sussidi. L'esclusione deriva da un divario di competenze (secondo livello), che spesso incontra una scarsa, ma naturale, capacità di adattamento.
Per affrontare questa problematica, è necessaria una maggiore consapevolezza sociale e l'implementazione di programmi di formazione digitale mirati, come iniziative di volontariato che possano reclutare "tutor" capaci di fornire supporto personalizzato per garantire autonomia anche a questa fascia di popolazione.
Sono soluzioni difficili da attuare e costose, ma di vitale importanza per una completa ed eguale digitalizzazione del nostro paese e degli altri.
Per affrontare questa problematica, è necessaria una maggiore consapevolezza sociale e l'implementazione di programmi di formazione digitale mirati, come iniziative di volontariato che possano reclutare "tutor" capaci di fornire supporto personalizzato per garantire autonomia anche a questa fascia di popolazione.
Sono soluzioni difficili da attuare e costose, ma di vitale importanza per una completa ed eguale digitalizzazione del nostro paese e degli altri.
Il divario digitale è una disparità che preclude ad alcuni soggetti la possibilità di godere di opportunità sociali, politiche e culturali. Al giorno d’oggi la tecnologia è parte integrante di ogni aspetto della nostra vita quotidiana, ma non tutti, soprattutto i più anziani non ne possono beneficiare allo stesso modo.
Pensiamo allo SPID, una chiave universale per accedere a tutti i servizi online, specialmente quelli della PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Si tratta ormai di una componente fondamentale di ogni nostra azione: lo utilizziamo per l’università (per accedere al sito di unibs, per visitare banche dati …); o ancora lo usiamo lo utilizziamo quando necessitiamo di prendere appuntamenti medici o per ricevere referti medici.
Tuttavia, nonostante ormai tutti possediamo uno smartphone, persone più anziane o persone non troppo pratiche con la tecnologia, non possono usufruire di determinati servizi in quanto non sono capaci e poiché lo SPID ha sostituito quelle che potevano essere le “pratiche” che una volta erano svolte in loco, fisicamente, consentendo ora di avere la possibilità di fare tutto online in tempistiche ridotte.
Da un lato, per persone giovani come noi che sono nate in un contesto in cui la tecnologia è parte integrante della nostra vita e servizi come lo SPID sono la normalità, per persone meno pratiche questo tipo di tecnologia rappresenta solamente un grande ostacolo.
Oggi internet è indispensabile per molte attività quotidiane, ma non tutti riescono ad accedervi facilmente. Gli anziani, ad esempio, possono avere difficoltà a usare computer o smartphone per prenotare visite mediche online o gestire i propri documenti digitali, mentre chi ha poche risorse economiche spesso non può permettersi dispositivi aggiornati, limitando l’accesso a corsi online, opportunità di lavoro o servizi bancari digitali. Questa situazione aumenta il divario sociale e rischia di lasciare indietro chi è già in difficoltà.
Il divario digitale rappresenta un grande problema ai giorni nostri. In una società dove la tecnologia fa parte integrante della nostra vita, ci sono parecchie zone in cui questa risulta praticamente inaccessibile o inutilizzabile. In molti luoghi rurali o isolati, per esempio, gli studenti o i giovani non vengono istruiti su un corretto uso delle fonti tecnologiche e quindi finiscono per usarlo in maniera impropria, partendo svantaggiati nel mercato del lavoro, dato che la maggior parte degli impieghi nel 2025 richiede una certa abilità nell'utilizzo delle tecnologie. Questa esclusione è dovuta sicuramente ad un fattore economico, ma anche al contesto sociale in cui si vive: infatti, alcune popolazioni possono essere malfidenti nei confronti delle tecnologie.
Ho notato che usare servizi online come quelli della pubblica amministrazione può essere difficile per anziani o persone con poca dimestichezza con la tecnologia. Mancano spesso computer, Internet o competenze per usare bene queste piattaforme, quindi non tutti possono beneficiarne allo stesso modo.
L’esclusione dai benefici delle tecnologie digitali può colpire diversi gruppi di persone in modi diversi. Un esempio riguarda la connessione a Internet veloce, infatti nelle zone povere molte famiglie non hanno una buona rete. Un altro esempio riguarda gli anziani quando devono usare i servizi online della pubblica amministrazione: anche se hanno un computer o uno smartphone, spesso non sanno come usarli bene. Infine, alcuni sistemi informatici usati per scegliere i candidati in un lavoro possono sfavorire minoranze o gruppi specifici, anche se sanno usare la tecnologia.
un esempio potrebbe essere l'intelligenza artificiale per il recruiting (sistemi di selezione automatizzata dei CV) che svantaggia sicuramente le donne e le minoranze etniche per un motivo tecnico: i sistemi apprendono da dati storici che riflettono pregiudizi esistenti, riproducendo discriminazioni nell’assunzione.
Nella mia esperienza personale mi sono reso conto che il divario digitale può creare forme di esclusione molto concrete,soprattutto quando alcune tecnologie indispensabili nella vita quotidiana.
Un esempio di divario digitale è rappresentato dall'età. Infatti molti anziani non sanno utilizzare smartphone, tablet o computer senza l'aiuto di altre persone.
riporto anche io il tema degli anziani nell'utilizzo dei dispositivi digitali e soprattutto dell'utilizzo di questi ultimi per prenotare sempre più spesso dei servizi, come quelli ospedalieri o di trasporto pubblico e privato, in cui ribadisco il fatto che per molti anziani è sempre più difficile confrontarsi con tutte queste nuove tecnologie che vengono coinvolte nella maggior parte dei settori; basti pensare ad oggi per prenotare una visita con un dottore o anche prenotare una semplice radiografia (in determinate strutture) bisogna passare per dei siti web adibiti alla prenotazione di esami o visite.
ad oggi questo tema è molto discusso ed è rilevante ribadire come l'utilizzo delle tecnologie digitali è sì un bene per accelerare determinati procedimenti e servizi ma dall'altro bisogna comunque pensare a quella fetta di popolazione che non riesce ad avere l'accesso a queste tecnologie o che molto semplicemente non riesce a capire come utilizzarle; proprio per questo, secondo me, per facilitarne l'utilizzo bisognerebbe introdurre dei piccoli e semplici passaggi così che le persone menzionate sopra possano avere accesso ai quei servizi che ad oggi sembrano quasi impossibili da raggiungere.
ad oggi questo tema è molto discusso ed è rilevante ribadire come l'utilizzo delle tecnologie digitali è sì un bene per accelerare determinati procedimenti e servizi ma dall'altro bisogna comunque pensare a quella fetta di popolazione che non riesce ad avere l'accesso a queste tecnologie o che molto semplicemente non riesce a capire come utilizzarle; proprio per questo, secondo me, per facilitarne l'utilizzo bisognerebbe introdurre dei piccoli e semplici passaggi così che le persone menzionate sopra possano avere accesso ai quei servizi che ad oggi sembrano quasi impossibili da raggiungere.
Un esempio di esclusione digitale riguarda l’utilizzo crescente di piattaforme online per servizi sanitari e amministrativi, come app per prenotare visite mediche, pagare tasse o accedere a servizi comunali. Alcuni gruppi, come gli anziani o chi risiede in aree con connessione internet limitata, risultano svantaggiati. Questa esclusione deriva da diversi fattori:
- la scarsa alfabetizzazione digitale (divario di competenze);
- la difficoltà di accesso a dispositivi adeguati o a reti veloci (divario di accesso) ;
- le complicazioni nell’utilizzo di servizi progettati senza considerare le esigenze specifiche di questi utenti (divario di uso e qualità).
Di conseguenza, queste persone rischiano di non poter usufruire pienamente dei vantaggi offerti dalle tecnologie digitali, accentuando le disuguaglianze sociali ed economiche.
- la scarsa alfabetizzazione digitale (divario di competenze);
- la difficoltà di accesso a dispositivi adeguati o a reti veloci (divario di accesso) ;
- le complicazioni nell’utilizzo di servizi progettati senza considerare le esigenze specifiche di questi utenti (divario di uso e qualità).
Di conseguenza, queste persone rischiano di non poter usufruire pienamente dei vantaggi offerti dalle tecnologie digitali, accentuando le disuguaglianze sociali ed economiche.
utilizzo della rete internet
Molti paesi non riescono ad utilizzare la rete a internet perché non sono muniti di dispositivi adatti al collegamento. Trovo inaccettabile che in un mondo come quello di adesso dove la rete internet è utilizzata per qualsiasi cosa e come metodo primario di informazione non ci siano questi dispositivi e non ci sia nessuno che li fornisca e dia sostentamento a questi paesi.
Molti paesi non riescono ad utilizzare la rete a internet perché non sono muniti di dispositivi adatti al collegamento. Trovo inaccettabile che in un mondo come quello di adesso dove la rete internet è utilizzata per qualsiasi cosa e come metodo primario di informazione non ci siano questi dispositivi e non ci sia nessuno che li fornisca e dia sostentamento a questi paesi.
Un esempio di divario digitale riguarda i servizi online della pubblica amministrazione.
• Tecnologie coinvolte: siti web, app mobili, SPID, CIE elettronica.
• Gruppi esclusi: persone anziane, con basso livello di istruzione, comunità in zone rurali con scarsa connessione, persone con disabilità.
• Motivo dell’esclusione: mancanza di accesso a dispositivi o connessione, scarsa familiarità con le tecnologie, servizi non sempre progettati per tutti.
Questo dimostra come il divario digitale possa creare inequità reale nell’accesso ai servizi e alle opportunità.
• Tecnologie coinvolte: siti web, app mobili, SPID, CIE elettronica.
• Gruppi esclusi: persone anziane, con basso livello di istruzione, comunità in zone rurali con scarsa connessione, persone con disabilità.
• Motivo dell’esclusione: mancanza di accesso a dispositivi o connessione, scarsa familiarità con le tecnologie, servizi non sempre progettati per tutti.
Questo dimostra come il divario digitale possa creare inequità reale nell’accesso ai servizi e alle opportunità.
Secondo me il divario digitale si vede molto nell’uso dei servizi online, come SPID, app sanitarie o piattaforme della pubblica amministrazione.
Le persone più svantaggiate sono soprattutto gli anziani, ma anche chi ha un basso livello di istruzione.
Le tecnologie coinvolte sono smartphone, computer e siti web istituzionali.
L’esclusione avviene perché a livello di accesso non tutti hanno dispositivi o una connessione stabile, a livello di competenze molte persone non sanno usare bene queste tecnologie e a livello di benefici, anche quando le usano, non riescono a sfruttarle davvero.
Questo crea un problema di equità, perché non tutti riescono ad accedere agli stessi servizi e opportunità.
Le persone più svantaggiate sono soprattutto gli anziani, ma anche chi ha un basso livello di istruzione.
Le tecnologie coinvolte sono smartphone, computer e siti web istituzionali.
L’esclusione avviene perché a livello di accesso non tutti hanno dispositivi o una connessione stabile, a livello di competenze molte persone non sanno usare bene queste tecnologie e a livello di benefici, anche quando le usano, non riescono a sfruttarle davvero.
Questo crea un problema di equità, perché non tutti riescono ad accedere agli stessi servizi e opportunità.
Io vedo il divario digitale come un problema concreto di equità. Ad esempio, le piattaforme di e-learning sono molto utili, ma chi vive in zone rurali con connessioni internet deboli rischia di rimanere escluso: questo riguarda il primo livello del divario digitale, cioè l’accesso alle infrastrutture.
Un altro caso è quello degli anziani, che spesso hanno internet ma non le competenze per usare servizi digitali della pubblica amministrazione: qui emerge il secondo livello, legato alle competenze.
Poi, anche chi possiede competenze digitali può non riuscire a trasformarle in opportunità di lavoro o crescita professionale: questo è il terzo livello del divario digitale, legato all’uso effettivo delle tecnologie.
Un altro caso è quello degli anziani, che spesso hanno internet ma non le competenze per usare servizi digitali della pubblica amministrazione: qui emerge il secondo livello, legato alle competenze.
Poi, anche chi possiede competenze digitali può non riuscire a trasformarle in opportunità di lavoro o crescita professionale: questo è il terzo livello del divario digitale, legato all’uso effettivo delle tecnologie.
Le tecnologie digitali da un lato rappresentano un grande vantaggio ed un passo verso il futuro, dall'altro però rischiano di escludere parecchie categorie dal processo. Sicuramente, una delle prime criticità l'ho riscontrata nella prenotazione degli appuntamenti con il medico di base che ormai si esegue tramite applicazione (Doctolib). Questo strumento, seppur innovativo non permette l'uguale accesso di tutti i cittadini al servizio, poiché inevitabilmente qualcuno ne rimane escluso.
Posizione a favore
La transizione digitale può accelerare quella ecologica se accompagnata da politiche adeguate. Le tecnologie digitali permettono di ridurre consumi e sprechi grazie all’ottimizzazione dei processi. Ad esempio, le smart grid e i contatori intelligenti aiutano a gestire meglio l’energia e a integrare fonti rinnovabili. Il lavoro da remoto e la digitalizzazione dei servizi riducono gli spostamenti e quindi le emissioni di CO₂.
Secondo la Commissione Europea, il digitale è uno dei pilastri del Green Deal europeo, perché consente monitoraggio ambientale, efficienza energetica e tracciabilità delle risorse. L’uso di big data e intelligenza artificiale migliora la gestione di agricoltura, trasporti e città intelligenti. Anche la dematerializzazione (documenti digitali, e-government) riduce il consumo di carta e risorse naturali.
Politiche come il PNRR italiano puntano proprio sulla doppia transizione, digitale ed ecologica, considerandole complementari. In questa prospettiva, la tecnologia diventa uno strumento chiave per raggiungere gli obiettivi climatici.
Conclusione a favore: se guidata da scelte politiche sostenibili, la transizione digitale può davvero accelerare quella ecologica, rendendo i sistemi più efficienti e meno impattanti.
Posizione contraria
La transizione digitale non accelera automaticamente quella ecologica e può persino ostacolarla. Le infrastrutture digitali hanno un forte impatto ambientale: data center, cloud e reti 5G consumano enormi quantità di energia. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, il settore ICT contribuisce in modo crescente alle emissioni globali.
Inoltre, la produzione di dispositivi digitali richiede materie prime rare, spesso estratte con gravi danni ambientali e sociali. Il rapido ricambio tecnologico aumenta il problema dei rifiuti elettronici, che sono difficili da riciclare.
Senza regole stringenti, il digitale favorisce anche il consumo eccessivo, come nel caso dell’e-commerce e della logistica intensiva. Molte politiche digitali non tengono conto del ciclo di vita dei prodotti tecnologici.
Anche il divario digitale può aggravare le disuguaglianze, escludendo alcuni gruppi dai benefici ambientali.
Conclusione contraria: senza una governance forte e criteri di sostenibilità, la transizione digitale rischia di rallentare, non accelerare, quella ecologica.
La transizione digitale può accelerare quella ecologica se accompagnata da politiche adeguate. Le tecnologie digitali permettono di ridurre consumi e sprechi grazie all’ottimizzazione dei processi. Ad esempio, le smart grid e i contatori intelligenti aiutano a gestire meglio l’energia e a integrare fonti rinnovabili. Il lavoro da remoto e la digitalizzazione dei servizi riducono gli spostamenti e quindi le emissioni di CO₂.
Secondo la Commissione Europea, il digitale è uno dei pilastri del Green Deal europeo, perché consente monitoraggio ambientale, efficienza energetica e tracciabilità delle risorse. L’uso di big data e intelligenza artificiale migliora la gestione di agricoltura, trasporti e città intelligenti. Anche la dematerializzazione (documenti digitali, e-government) riduce il consumo di carta e risorse naturali.
Politiche come il PNRR italiano puntano proprio sulla doppia transizione, digitale ed ecologica, considerandole complementari. In questa prospettiva, la tecnologia diventa uno strumento chiave per raggiungere gli obiettivi climatici.
Conclusione a favore: se guidata da scelte politiche sostenibili, la transizione digitale può davvero accelerare quella ecologica, rendendo i sistemi più efficienti e meno impattanti.
Posizione contraria
La transizione digitale non accelera automaticamente quella ecologica e può persino ostacolarla. Le infrastrutture digitali hanno un forte impatto ambientale: data center, cloud e reti 5G consumano enormi quantità di energia. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, il settore ICT contribuisce in modo crescente alle emissioni globali.
Inoltre, la produzione di dispositivi digitali richiede materie prime rare, spesso estratte con gravi danni ambientali e sociali. Il rapido ricambio tecnologico aumenta il problema dei rifiuti elettronici, che sono difficili da riciclare.
Senza regole stringenti, il digitale favorisce anche il consumo eccessivo, come nel caso dell’e-commerce e della logistica intensiva. Molte politiche digitali non tengono conto del ciclo di vita dei prodotti tecnologici.
Anche il divario digitale può aggravare le disuguaglianze, escludendo alcuni gruppi dai benefici ambientali.
Conclusione contraria: senza una governance forte e criteri di sostenibilità, la transizione digitale rischia di rallentare, non accelerare, quella ecologica.
Oggi la digitalizzazione permane su quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana, ma questo porta a una discriminazione ed esclusione di alcune fasce di popolazione. Si pensi agli anziani che non possono usufruire di alcuni servizi anche pubblici perché non dotati di smartphone adeguati al loro utilizzo e non avendo aiuti esterni da familiari o amici si trovano in una situazione di disagio. Un altro gruppo escluso dalla digitalizzazione è la parte di cittadini con possibilità economiche limitate che si trova a non poter godere di alcuni servizi essenziali perché sprovvista degli adeguati mezzi. Il divario della digitalizzazione lo ritroviamo anche nella specializzazione tecnologica delle imprese, chi dispone di un maggiore capitale può investire in strumenti avanzati che migliorano l’offerta e aumentino il mercato di lavoro, superando le aziende che pur volendo usufruire delle nuove tecnologie, non possono per gli elevati costi.
Le tecnologie coinvolte sono: sistemi di identità digitale (SPID/CIE), applicazioni per smartphone (come App IO) e portali web della Pubblica Amministrazione per l'accesso a bonus, sanità o servizi anagrafici.
All'interno della società si trovano gruppi svantaggiati o esclusi come: anziani (over 65), persone a basso reddito o residenti in aree rurali isolate, soggetti con basso livello di scolarizzazione.
L'esclusione si verifica a causa dei tre livelli del divario:
Primo livello (Accesso): Mancanza di infrastrutture (connessione banda larga assente in alcune zone) o di dispositivi adeguati (computer o smartphone moderni);
Secondo livello (Competenze/Usage): Molti utenti, pur avendo uno smartphone, non possiedono le competenze digitali necessarie per navigare procedure burocratiche complesse o gestire in sicurezza le proprie credenziali.
Terzo livello (Risultati/Benefit): L'incapacità di usare questi strumenti si traduce in una diseguaglianza reale: chi è escluso non può accedere a sconti fiscali, prenotazioni sanitarie veloci o sussidi, subendo un danno economico e sociale concreto rispetto a chi è digitalmente integrato
All'interno della società si trovano gruppi svantaggiati o esclusi come: anziani (over 65), persone a basso reddito o residenti in aree rurali isolate, soggetti con basso livello di scolarizzazione.
L'esclusione si verifica a causa dei tre livelli del divario:
Primo livello (Accesso): Mancanza di infrastrutture (connessione banda larga assente in alcune zone) o di dispositivi adeguati (computer o smartphone moderni);
Secondo livello (Competenze/Usage): Molti utenti, pur avendo uno smartphone, non possiedono le competenze digitali necessarie per navigare procedure burocratiche complesse o gestire in sicurezza le proprie credenziali.
Terzo livello (Risultati/Benefit): L'incapacità di usare questi strumenti si traduce in una diseguaglianza reale: chi è escluso non può accedere a sconti fiscali, prenotazioni sanitarie veloci o sussidi, subendo un danno economico e sociale concreto rispetto a chi è digitalmente integrato
Tra le tecnologie coinvolte troviamo SPID/CIE/home banking. E altre app per accedere a diversi servizi anche statali in maniera digitale. Questo crea un enorme divario tra i diversi gruppi sociali, a causa di un'impossibilità e/o incapacità all'utilizzo di questi servizi
Concordo sul fatto che queste determinate applicazioni abbiano semplificato l'accesso a molti servizi. Per fronteggiare il problema dell'esclusione dei gruppi sociali è importante investire nella formazione digitale.
assolutamente d'accordo con te, in poco hai colto il punto .
Con il termine “divario digitale”, intendiamo le differenze e disuguaglianze nell’accesso e utilizzo delle tecnologie tra diversi gruppi di persone. I servizi bancari e le piattaforme di e-learning sono meno accessibili agli anziani, ai disabili, a persone con un basso livello di istruzione o che vivono in zone non sviluppate o rurali, con connessioni lente e instabili. Essi sono esclusi dai benefici delle nuove tecnologie in quanto non dispongono di dispositivi moderni o di competenze digitali adeguate e di connessioni costanti. Questa esclusione riguarda tre livelli del divario digitale: l’accesso fisico, cioè la mancanza di dispositivi e connessione; nelle competenze necessarie, cioè la difficoltà di un uso efficace delle tecnologie digitali; l’utilizzo, cioè l’impossibilità di tratte benefici dai servizi digitali. Senza importanti politiche di inclusione, la digitalizzazione rischia di aumentare le disuguaglianze sociali ed economiche esistenti.
E' evidente che il divario digitale nel prossimo futuro possa portare a discriminare alcune parti del mondo ( meno digitalizzate) e alcune fasce sociali (i meno abbienti), privilegiando chi ha avuto la fortuna di nascere in paesi più evoluti digitalmente o chi è nato in un contesto economico più favorevole, questo come spiegato nel video porta a dei divari digitali di primo livello.
La questione però, non è solo l'accesso a device e reti performanti ma anche la capacità di ottenere il massimo da questi e qui entra in gioco l'alfabetizzazione digitale, ovvero la capacità di utilizzo della tecnologia che non è scontata e nemmeno uniforme nel mondo e neppure nelle varie classi sociali di uno stesso paese e questo porta ad un secondo divario fra soggetti.
Inoltre si pone anche un discorso etico dell'utilizzo di queste nuove tecnologie digitali, infatti seppur utili possono nascondere delle zone d'ombra nel loro utilizzo a discapito di chi magari si approccia a queste non avendo le giuste capacità e conoscenze digitali.
Queste disuguaglianze porteranno inevitabilmente ad aprire una forbice sempre più ampia tra chi ha la possibilità di accesso alla tecnologia, ed economica di colmare i propri "divari digitali" e chi non potrà accedervi, si porrà una questione di welfare digitale che ogni stato civile dovrà affrontare con nuove norme per garantire uguaglianza anche alle fasce più deboli e disagiate della popolazione .
Queste nuove tecnologie come spiegato bene nel corso hanno anche un impatto energetico-ambientale, l'utilizzo di batterie, gruppi di continuità e di raffreddamento sui server e la posa di reti sia in rame che via etere portano a nuove problematiche di inquinamento ( esempio miniere di terre rare nei paesi in via di sviluppo) e di sfruttamento della manodopera per renderle sempre più economiche e quindi remunerative, inoltre accentra un potere enorme nelle mani di chi queste reti le gestisce.
La questione però, non è solo l'accesso a device e reti performanti ma anche la capacità di ottenere il massimo da questi e qui entra in gioco l'alfabetizzazione digitale, ovvero la capacità di utilizzo della tecnologia che non è scontata e nemmeno uniforme nel mondo e neppure nelle varie classi sociali di uno stesso paese e questo porta ad un secondo divario fra soggetti.
Inoltre si pone anche un discorso etico dell'utilizzo di queste nuove tecnologie digitali, infatti seppur utili possono nascondere delle zone d'ombra nel loro utilizzo a discapito di chi magari si approccia a queste non avendo le giuste capacità e conoscenze digitali.
Queste disuguaglianze porteranno inevitabilmente ad aprire una forbice sempre più ampia tra chi ha la possibilità di accesso alla tecnologia, ed economica di colmare i propri "divari digitali" e chi non potrà accedervi, si porrà una questione di welfare digitale che ogni stato civile dovrà affrontare con nuove norme per garantire uguaglianza anche alle fasce più deboli e disagiate della popolazione .
Queste nuove tecnologie come spiegato bene nel corso hanno anche un impatto energetico-ambientale, l'utilizzo di batterie, gruppi di continuità e di raffreddamento sui server e la posa di reti sia in rame che via etere portano a nuove problematiche di inquinamento ( esempio miniere di terre rare nei paesi in via di sviluppo) e di sfruttamento della manodopera per renderle sempre più economiche e quindi remunerative, inoltre accentra un potere enorme nelle mani di chi queste reti le gestisce.
Sono presenti diverse applicazioni digitali che possono essere utili nell'ambito dello studio e nell'organizzazione del lavoro, comprendendo anche le piattaforme per le lezioni online le quali rendono possibile gestire meglio il tempo e consentono di ridurre gli spostamenti. Nonostante ciò si deve anche valutare la reale efficacia di queste applicazioni basandosi sull'affidabilità dei software, il loro utilizzo comporta sempre dei consumi energetici e costi economici che portano ad una riduzione degli effetti positivi.
Facendo riferimento alla mia esperienza personale, una fascia della popolazione che può essere svantaggiata dalle innovazioni della rivoluzione digitale sono le persone anziane, le quali non sempre riescono ad usufruire dei servizi digitali dei vari enti, come il servizio home banking o l'identità digitale delle poste, per le quali necessitano il supporto di parenti o impiegati di tali enti. Inoltre, sono anche quelle persone che, qualora si trovassero ad interfacciarsi con il mondo digitale, risultano più fragili e perciò esche ideali per truffe. Ovviamente devono essere supportate vanno piano piano avvicinate e inserite in questa transizione al digitale per permettere anche a loro di poter utilizzare al meglio questi servizi.
Ci sono persone a basso reddito, che abitano in zone rurali, persone anziane che non hanno accesso materiale alle tecnologie, ci sono barriere linguistiche e culturali, esclusione delle persone con disabilità.
Il divario digitale tende ad essere alimentato da svantaggi preesistenti, come la mancanza di infrastrutture destinate a favorire l'accesso alla rete Internet, aggravando le disuguaglianze tra i soggetti economicamente più abbienti e coloro che sono in situazioni di svantaggio economico.
Lo sviluppo tecnologico comporta inoltre costi sociali e ambientali nelle società in cui è in via di sviluppo, poiché esso può portare allo sfruttamento delle risorse e dei lavoratori a livelli eccessivi e può comportare un aumento esponenziale dei rifiuti tecnologici che potrebbero non essere smaltiti correttamente.
Lo sviluppo tecnologico comporta inoltre costi sociali e ambientali nelle società in cui è in via di sviluppo, poiché esso può portare allo sfruttamento delle risorse e dei lavoratori a livelli eccessivi e può comportare un aumento esponenziale dei rifiuti tecnologici che potrebbero non essere smaltiti correttamente.