Week 3 - Pausa caffè - Come valutare?
Nel mio caso, mi occupo di formazione nella pratica professionale, applico prevalentemente la valutazione formativa e solo alcune volte quella sommativa. Per la persona in formazione comporta un'apprendimento per piccoli passi in modo orientato.
Nella mia esperienza didattica, la valutazione somatica è spesso soggetta a regole piuttosto stringenti: di conseguenza mi concentro su quella formativa. Svolgendo docenze in ambiti di formazione per gli adulti, solitamente mi vengono assegnate Unità Formative di 12-16 ore, spalmate su 3-4 lezioni. All'inizio della prima lezione (insegno informatica di base e comunicazione) provo a testare le conoscenze di partenza, in forma totalmente anonima. Alla fine della prima giornata (solitamente di 4 ore) propongo un quiz da svolgere in modo collaborativo, per richiamare le principali nozioni e approfondire "la risposta esatta". Lo stesso quiz lo ripeto alla lezione successiva, solitamente a distanza di una/due settimane) in modo da richiamare le conoscenze acquisite.
Ho avuto come studente, varie esperienze positive e negative. Mi colpì a livello universario un docente che insegnando lingue complesse come greco e aramaico ogni lezione era preceduta da mini test su vari elementi: vocaboli delle lezioni precedenti, verbi (idem), frasi da tradurre e frasi da comporre. Al termine del semestre c'era la prova sommativa e in buonaparte era costituita dai singoli step. Dopo molti elementi li ricordo dopo 30 anni. Come docente provo a sperimentare varie soluzioni. Vedo gli studenti adolescenti rilassati se nelle prove formative premetto che comunque il risultato sarà positivo.
Scusate gli orrori.
Dopo molto tempo diversi elementi (vocaboli, verbi, frasi) le rammento dopo 30 anni che feci quel corso. Come docente, invece, provo a sperimentare varie soluzioni. Vedo gli studenti adolescenti più rilassati e meglio concentrati se prima delle prove formative premetto che comunque vada il risultato sarà positivo.
Dopo molto tempo diversi elementi (vocaboli, verbi, frasi) le rammento dopo 30 anni che feci quel corso. Come docente, invece, provo a sperimentare varie soluzioni. Vedo gli studenti adolescenti più rilassati e meglio concentrati se prima delle prove formative premetto che comunque vada il risultato sarà positivo.
Liceo. Faccio ampio uso della valutazione formativa come attività a casa, ovvero come attività che restituiscono (Ad esempio: moduli Google) un risultato su cui lo studente si possa confrontare oppure attraverso attività di gruppo a casa (documento Google condiviso) o in classe (qualunque strumento, anche la carta). Purtroppo queste attività non vengono svolte con cura se non attribuisco un peso parziale (dal 15% al 25%) sul RE. L'attenzione quasi esclusiva di studenti e genitori al voto precede l'entrata al Liceo: poi se ne lamentano ritenendosi "solo un voto". La valutazione sommativa è purtroppo nella scuola qualcosa di più legata ai rituali di scrutinio - accesso agli atti - promozione - debito - ricorso, che un serio esame sul raggiungimento dei RAA a cui importa a nessuno o a pochissimi.
Elementi interessanti emersi spesso in discussioni tra colleghi sono stati, in particolare, l'importanza di utilizzare strumenti digitali e test interattivi per rendere la valutazione formativa più coinvolgente e immediata; la necessità di modulare la frequenza e la tipologia delle verifiche in base alle caratteristiche specifiche della classe e agli obiettivi educativi; il valore del dialogo con gli studenti per farli partecipare attivamente al processo di autovalutazione e co-valutazione; strategie per ridurre lo stress legato alle prove sommative, offrendo ad esempio più occasioni di recupero e spiegazioni chiare sui criteri di valutazione.
Cerco di applicare tutte le tipologie di valutazione e considero il confronto tra valutazione diagnostica e sommativa particolarmente utile per la progettazione didattica
Progettare con cura i momenti di valutazione è un aspetto che considero sempre più centrale nella didattica. A mio avviso è necessario bilanciare maggiormente valutazione sommativa e valutazione formativa, utilizzando quest’ultima non solo come strumento di controllo, ma soprattutto come occasione di feedback e di orientamento per gli studenti lungo il percorso di apprendimento.
Le modalità di valutazione sono spesso influenzate dal contesto: numero di studenti, tempo a disposizione, tipologia di competenze da sviluppare e Risultati di Apprendimento Attesi. Un elemento interessante condiviso è stato l’uso crescente di micro-valutazioni formative (autovalutazioni, peer feedback, brevi prove di verifica) per monitorare il processo e non solo il risultato finale. Sottolineo l’importanza di rendere i criteri di valutazione il più possibile trasparenti, per favorire consapevolezza e responsabilità negli studenti.
Queste riflessioni mi hanno fatto capire quanto la valutazione non sia un momento isolato, ma parte integrante della progettazione didattica e del dialogo educativo.
Le modalità di valutazione sono spesso influenzate dal contesto: numero di studenti, tempo a disposizione, tipologia di competenze da sviluppare e Risultati di Apprendimento Attesi. Un elemento interessante condiviso è stato l’uso crescente di micro-valutazioni formative (autovalutazioni, peer feedback, brevi prove di verifica) per monitorare il processo e non solo il risultato finale. Sottolineo l’importanza di rendere i criteri di valutazione il più possibile trasparenti, per favorire consapevolezza e responsabilità negli studenti.
Queste riflessioni mi hanno fatto capire quanto la valutazione non sia un momento isolato, ma parte integrante della progettazione didattica e del dialogo educativo.